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Carte da gioco lombarde

Carte da gioco milanesi: figure a seme francese della tradizione lombarda
Le carte milanesi: semi alla francese e figure elaborate, usate anche nel Canton Ticino.

Una partita a carte è un rito che accomuna generazioni di lombardi — e basta un mazzo diverso dal solito per accorgersi che figure e semi cambiano non solo da regione a regione, ma spesso da città a città. In questa guida scopriamo le carte da gioco lombarde: le milanesi, le bergamasche, le bresciane e le piacentine, con le loro particolarità, i semi, le misure e le curiosità nascoste tra un asso e un re.

Origini delle carte da gioco

L'origine delle carte da gioco non è certa: la tradizione più diffusa le attribuisce alla Cina, mentre in Europa sarebbero state introdotte dagli arabi attraverso il Mediterraneo. Le prime attestazioni europee risalgono al XIV secolo, e da allora ogni area ha sviluppato mazzi con semi, figure e formati propri.

Semi italiani, francesi e tedeschi: le differenze

In Italia convivono almeno tre grandi famiglie di carte, ciascuna con i propri semi e le proprie figure:

  • Tipo italiano/spagnolo — semi: bastoni (o mazze), coppe, denari, spade. Figure: fante, donna (o cavallo) e re. Comprendono le carte bergamasche, bresciane, bolognesi, trevisane, trentine e triestine (tipo Italia settentrionale) e le piacentine, napoletane, romagnole, abruzzesi, siciliane e sarde (tipo spagnolo).
  • Tipo francese — semi: cuori, quadri, fiori, picche. Figure: fante, donna, re. A questo gruppo appartengono le carte milanesi, genovesi, fiorentine e piemontesi.
  • Tipo tedesco (Bolzano e Alto Adige) — semi: ghianda, foglie, cuore, campanelli.

Il mazzo tradizionale italiano si compone di 40 carte divise in quattro semi (con l'eccezione bresciana, che ne conta 52).

Le carte milanesi

Le carte milanesi sono a seme francese (cuori, quadri, fiori, picche) e misurano 50 × 94 mm. Il mazzo è composto da 40 carte e presenta figure piuttosto elaborate, con uno stile grafico riconoscibile. Queste carte sono usate anche nel Canton Ticino, con la differenza che sulle figure svizzere compaiono i nomi stampati di fante, regina e re.

Le carte bergamasche

Le carte bergamasche hanno figure a due teste e presentano diverse particolarità che le rendono tra le più affascinanti d'Italia:

  • Sull'Asso di bastoni è presente la scritta "Vincerai".
  • L'Asso di coppe ha la forma di una fontana e s'ispira allo stemma della famiglia Sforza.
  • L'Asso di denari è un grande cerchio giallo e arancione; i semi sono rossi e neri.
  • Sul quattro di spade compare una figura femminile, chiamata in dialetto bergamasco "margì".
Carte da gioco bergamasche con figure a due teste
Le carte bergamasche: figure a doppia testa e dettagli che rimandano agli Sforza.
Asso di bastoni delle carte bergamasche con la scritta Vincerai
L'Asso di bastoni bergamasco con la scritta "Vincerai".

Le carte bresciane

Le carte bresciane sono un caso unico in Italia: il mazzo non conta 40 ma 52 carte, per permettere di giocare a un gioco locale molto simile alla Scopa, chiamato in dialetto "Cicera bigia". Le carte dall'otto al dieci sono dette "scartine", mentre ad alcuni semi vengono dati nomi dialettali coloriti come "Fant cagnì", "Figa de fer e figa de legn", "Le bale dell'orso" e altre espressioni altrettanto pittoresche. Le carte bresciane sono anche le più piccole d'Italia per formato.

Le carte piacentine (Lombardia meridionale)

Le carte piacentine, diffuse nella Lombardia meridionale, hanno caratteristiche proprie che le distinguono dagli altri mazzi del Nord Italia. L'Asso di denari presenta una grossa aquila al centro, il cinque di spade si caratterizza per un motivo vegetale decorativo, e le figure sono tutte raffigurate in piedi — senza il classico re seduto in trono che si trova in altri mazzi.

Le scritte curiose sugli assi

Una tradizione affascinante delle carte dell'Italia settentrionale è la presenza di motti e proverbi stampati sugli assi, piccole perle di saggezza popolare che accompagnano il gioco:

  • Asso di coppe: "Per un punto Martin perse la cappa."
  • Asso di spade: "Non ti fidar di me se il cuor ti manca."
  • Asso di denari: "Non val saper chi ha fortuna contra" — oppure, in un'altra versione: "Son gli amici molto rari quando non si han denari."
  • Asso di bastoni: "Molte volte le giocate vanno a finire a bastonate."
Asso di bastoni con la scritta sulle giocate e le bastonate
"Molte volte le giocate vanno a finire a bastonate": la filosofia spicciola degli assi lombardi.

Domande frequenti

Le carte milanesi sono italiane o francesi?

Sono a seme francese (cuori, quadri, fiori, picche), non a seme italiano. Questo le accomuna alle carte genovesi, fiorentine e piemontesi, e le distingue dalle bergamasche e bresciane che usano bastoni, coppe, denari e spade.

Perché le carte bresciane hanno 52 carte invece di 40?

Per permettere di giocare alla "Cicera bigia", un gioco locale simile alla Scopa che richiede un mazzo più ampio. Le carte in più (dall'otto al dieci) sono chiamate "scartine".

Si trovano ancora in commercio le carte lombarde tradizionali?

Sì: le principali marche italiane di carte da gioco (Modiano, Dal Negro, Masenghini) producono ancora mazzi milanesi, bergamaschi, bresciani e piacentini. Si trovano in cartolerie, tabaccherie e online.

A quali giochi si gioca con le carte lombarde?

I giochi più diffusi sono Briscola, Tresette, Scopa (e la variante bresciana Cicera bigia), Bestia e Marafone. Con le carte milanesi a seme francese si giocano anche Scala 40 e Ramino.

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