La Campana e il suo linguaggio

carpiano piazza chiesa foto cicalaTutti sappiamo cosa sia una campana e abbiamo sentito il suo suono. Il termine deriverebbe da "vasi di bronzo della Campania", è uno strumento di metallo, generalmente di bronzo, posto su un campanile, suonato mediante percussione di un battaglio appeso all'interno, o di un martello esterno.

La campana non aveva solo il compito di segnare il tempo e/o chiamare le genti per cerimonie legate alla chiesa, ma rappresentava anche la voce del popolo e lo rappresentava, infatti, vi era un detto che recitava: "Una campana fa un popolo". Il suo squillo, che doveva sentirsi il più lontano possibile, si riteneva avesse il potere di scacciare gli spiriti malvagi, sedare le tempeste e allontanare la grandine, era anche per questo che si costruivano campanili piuttosto alti.

La Campana aveva e ha tuttora un suo linguaggio, che spesso si ignora. Segnava il tempo della comunità e le ore del giorno andavano- e vanno – da Ave Maria dell'alba ad Ave Maria della sera. Quando giungeva la fine del giorno, a distanza di un'ora ciascuna, si suonavano tre campane al tramonto del sole.

Il primo rintocco era chiamato "Ave Maria delle ventitré ore" e segnava l'inizio del tramontare del sole. Era l'invito a lasciare il lavoro e incamminarsi verso casa, tanto che vi era il detto: "All'Avemaria o a casa o per la via", oppure il modo di dire "essere sulle ventitré" per indicare che si era quasi alla fine di qualcosa, compresa la vita, tanto che si era soliti recitare una preghiera per gli infermi e gli agonizzanti.

Il secondo rintocco era detto "Ave Maria delle ventiquattro" e segnava la fine ufficiale del giorno, l'inizio dell'oscurità e della notte. Si era soliti recitare, come all'alba e al mezzogiorno, l'Angelus Domini.

Il terzo suono era detto "Ave Maria di un'ora di notte, o Ave Maria dei morti" in quanto la pietà cristiana era solita recitare il De Profundis o il Requiem aeternam per i defunti.

campanile san vittore

Altri suoni che volevano dare un messaggio erano questi:

  • alle 12 precise il rintocco del mezzogiorno.
  • suono doppio: le campane suonavano tutte a distesa per annunciare la festa.
  • primo suono per annunciare la santa Messa, la benedizione Eucaristica o i Vespri. Il sabato Santo per annunciare la Resurrezione di Gesù dai morti; il procedere della processione del Corpus Domini; la supplica alla Vergine Maria; l'arrivo del vescovo; l'uscita degli sposi dalla chiesa.
  • il suono della campana con cui si suonava l'Ave Maria indicava che mancava un quarto d'ora all'inizio della santa Messa o ai Vespri.
  • con il termine "cenno" si indicava che mancavano cinque minuti alla santa Messa.
  • il suono dell'entrata si dava all'inizio della santa Messa o dei Vespri.
  • suono a morto a rintocchi lenti, per annunciare una morte o accompagnare un funerale. In alcuni paesi i rintocchi a morto sono differenti se muore un uomo o una donna.
  • suono a martello indicavano un pericolo e/o un richiamo d'aiuto.
  • suono a malacqua era fatto per allontanare la tempesta e i fulmini.

Qualcuno forse ricorda anche il "gioco della campana", piuttosto antico, che a Milano era detto "El Mond".

Vi sono poi altri modi di dire inerenti la campana, eccone alcuni:

  • sentire tutte le campane, per indicare di ascoltare tutte le opinioni.
  • sordo come una campana, ossia che non sente nulla. Questo modo di dire pare nasca da un indovinello in cui la campana è definita come colei che ha la voce ma non l'udito.
  • tenere qualcuno sotto una campana di vetro, custodire qualcuno con grande cura, a volte anche troppo.
  • campàno e campanàccio, il primo è una campana appesa al collo degli animali da pascolo – pecore, capre – il secondo è quello che si appende al collo dei bovini.
  • campanaro, mestiere di una volta che indicava chi aveva il compito di suonare le campane.
  • campanilismo, termine che vuole indicare un eccessivo attaccamento al luogo natio. Esiste ancora oggi, a volte in modo deleterio.

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