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Alla ricerca dei treni scomparsi: ma per Trenord e l’Assessore “andrà sempre tutto bene”

Il giorno 16 novembre è partita ufficialmente la nuova rimodulazione dei treni, ovvero la riduzione dell’offerta del servizio.

Tuttavia nella settimana precedente erano già stati eliminati dei treni a “sorpresa”: il classico gioco indovinello che i comitati dei viaggiatori devono scoprire, mentre qualcuno evidentemente non fa bene il proprio mestiere, oppure lo fa senza controllo da parte del committente del Servizio.

treno milano bergmo fermoIn regione Lombardia si consuma l’ennesima denuncia da parte delle opposizioni con il seguente comunicato a firma dei consiglieri Ponti e Bussolati.

Trenord annuncia la rimodulazione del servizio sul sito senza specificare i nuovi orari. “E’ incredibile – sottolineano i consiglieri del Pd Gigi Ponti e Pietro Bussolati –  ancora una volta, il silenzio assordante dell’assessore regionale  ai Trasporti Terzi che non è intervenuta  in nessun modo, né con una linea d’indirizzo, né con una comunicazione che avrebbe dovuto coinvolgere i rappresentanti dei pendolari delle varie linee di servizio ferroviario”.

“Anche nel dibattito di oggi in aula – ribadisce Bussolati –  abbiamo fatto presente che Trenord è un’azienda  che  finisce per essere sottocapitalizzata a causa di Fnm spa che pare pensare molto più a Serravalle che a garantire lo sviluppo delle infrastrutture  ferroviarie e il trasporto pubblico ai cittadini”.

Nel silenzio assordante dell’Assessorato, a volte con la testa e i pensieri nella piazze “Romane”, continuano i racconti dei pendolari, che non possiamo più definire viaggiatori, ma bensì narratori, quasi avventurieri o temerari che sfidano il disservizio anche in tempo di covid.

Riportiamo alcune avventure, perché il viaggio per andare a Milano è diventata una “sfida” in salsa sherlokiana.

17 novembre ore 7.48

Può un treno sparire nel nulla?

Ero in bovisa alle 7.35, in attesa della coincidenza per Garibaldi.

Quel treno, il 7.36 diretto a Lodi e in arrivo sul binario 6, sembrava in orario e regolarmente annunciato dall’indicatore luminoso al binario stesso.

Poi il mistero.

Annuncio del 7.40 per Rogoredo. Del Lodi nessuna traccia.

Ed è allora che il treno sparì. Lui e tutti i suoi passeggeri. Una nebbia fitta, da cui non si vedeva.

Sparito dalle rotaie, sparito dal tabellone, sparito dall’indicatore luminoso al binario 6.

E tutti noi a correre verso il Rogoredo.

Succede oggi e non è un racconto horror.

Speriamo solo che i passeggeri del Lodi delle 7.36 siano sani e salvi!

11 novembre ore 18.29

Scusatemi, noto da tutta settimana cancellazioni dei treni. L'addetto della biglietteria di Milano Domodossola mi spiegava lunedì che stanno riducendo i treni per via delle restrizioni dell'ultimo dpcm: meno passeggeri e quindi meno treni (scelta discutibile se si vuole evitare che ci siano affollamenti ma va bene). Ora siamo a Mercoledì e sul sito di tali variazioni non si legge niente. In stazione l'annuncio vocale dice che ci sono variazioni e di consultare il sito... ora mi chiedo, devo arrivare ogni volta in stazione e sperare ci sia un treno? Perché anche cercando gli orari sul sito i treni ci sono tutti (verificato anche con treni che sapevo erano stati cancellati). La situazione è complessa per tutti però chi finisce anche tardi di lavorare cosa deve fare per organizzarsi la vita? Qualcuno ha trovato qualcosa in merito sul sito (magari sono imbranata io eh)? Grazie  

 Interviene sulla problema Franco Aggio rappresentante dei viaggiatori.

La mancata comunicazione (in tempo reale) della modifica degli orari su alcune linee ferroviarie si aggiunge ai due ultimi precedenti del 31 agosto e del 14 settembre. 

Oltre a configurarsi come l'ennesima mancata considerazione di chi viaggia sui treni regionali pone altre questioni: perché queste riduzioni solo su alcune linee e con un impatto percentuale diverso tra linea e linea? 

In questo momento difficile per il paese e di conseguenza per il trasporto pubblico locale questo comparto non ha bisogno di riduzioni lineari o parziali bensì di essere messo in sicurezza e potenziato. 

E l'unico modo per fare ciò, stante la limitazione dei posti offerti, è mantenere la frequenza originaria delle corse o diminuirla leggermente (non come sulla Como-Lecco e Pavia-Mortara-Vercelli per esempio con buchi d'orario di 5/6/7 ore che sono un disincentivo all'utilizzo del mezzo pubblico) e rendere il trasporto sicuro sia dal punto di vista sanitario ( igienizzanti a bordo come previsto dai DPCM, la Lombardia è l'unica regione a non ottemperare) che dal punto di vista della sicurezza a bordo. 

Infine spiace constatare per l'ennesima volta che figure istituzionalmente previste come i rappresentanti TPL non siano stati né coinvolti ne informati delle continue modifiche del servizio ferroviario da marzo 2020.

 

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