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Il mio ritorno in treno a Milano: l’attesa, il viaggio e una città cambiata

Sono passati quasi tre mesi dal 6 marzo, l’ultimo giorno in cui sono andato a Milano per lavoro.

Il lunedì successivo avevo programmato un giorno di smart working, che in realtà è stato l’inizio di un periodo lungo periodo a casa che mi ha cambiato la vita.

treno 03032020Segnato dagli eventi, logorato dai numeri dei tg e dalla ricerca degli aggiornamenti del lavoro per tenere il passo in ufficio; chiuso in casa sentivo la necessità di andare più veloce del mondo fuori, che mi teneva chiuso dentro.

Sentivo la corsa del treno che prendevo tutte le mattine per Milano, ma che in quel momento era fermo, nell'attesa…

L’attesa

Stasera è la vigilia del mio ritorno al Milano dopo tanto tempo, che forse avrei rimandato più in là, magari dopo l’estate, perché settembre è il mese della ripartenza. I timori di riprendere i mezzi pubblici, soprattutto i treni scoraggiano i viaggiatori, i famosi “pendolari”, che stanno ripiegando sul mezzo privato o che cercano di fare smart più che possono.

Nonostante la diffidenza che sento in giro, voglio tornare a prendere il treno e affrontare la quotidianità, che ho perso nei mesi precedenti. Mascherina, guanti e distanze di sicurezza: domani ricomincia il mio viaggio….

Il viaggiostazione garibaldi

Il risveglio stamattina è più difficile, come il primo giorno di scuola, con emozione e un po’ di preoccupazione. Vado in stazione, parcheggio l’auto facilmente perché gli spazi sono pressoché vuoti, e mi dirigo sul binario in attesa del mio treno suburbano per Milano.

Sul tabellone viene segnato in orario, in stazione dopo pochi minuti viene annunciato soppresso, mentre sull’app di Trenord viene dato con 58 minuti di ritardo.

Questo disservizio mi dà fiducia e mi mette a mio adagio: non tutto è cambiato!

Salgo sul treno diretto per Milano, sostanzialmente vuoto, con viaggiatori che mantengono le distanze e indossano le mascherine.

Arrivo in orario a nella stazione di Milano Porta Garibaldi e osservo …

Una città cambiata

milanoMeno viaggiatori, meno corse, più calma. Il tabaccaio e il bar all'angolo chiusi, mentre la Feltrinelli vuota, sembra una biblioteca silenziosa.

Mi dirigo senza fretta verso il mio ufficio, osservando la città di Milano, che sembra osservarmi e chiedermi “Come stai, tutto bene?”.

All'ingresso in ufficio trovo i classici controlli, che ormai vediamo nei supermercati: la nuova normalità.

In pausa pranzo, esco fare un giro in piazza Gae Aulenti e vicino al Bosco Verticale. Si vedono i lavoratori in pausa, che pranzano sotto il sole, o che riposano seduti sulle loro panchine, in compagnia delle loro mascherine.

Prima di tornare in ufficio, vado in un bar Illy Caffè per riassaporare il gusto del caffè a Milano, dopo tanto tempo; mi accodo in cassa e scopro che oggi il caffè viene offerto dal gestore, come gesto di augurio per il ritorno alla vita, alla nuova normalità in una città, sicuramente, un po’ cambiata con quella mascherina, ma pronta per ripartire.

distanze sui treniDa domani sarà più facile tornare a Milano, con meno paure e fragilità, con distanze che conosco già.

 

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