Il turismo nella Regione più bella del mondo: l’estate ad Ostuni
Tempo di vacanze e di viaggi.
Tra i luoghi più belli della nostra penisola emerge la Puglia, terra al centro del turismo nazionale ed internazionale, dove si scoprono paesaggi sensazionali, sapori ed eventi. Un mix di elementi che rendono l’estate indimenticabile.
La regione è stata oggetto di un lavoro di studio e di ricerca condotto dal prof. Mamoli assieme alla sua tesista dell’Università di Torino, che ne hanno analizzato i flussi turistici e le dinamiche, ponendo l’attenzione sulla città di Ostuni, la famosa Città Bianca.

INTRODUZIONE PROF. MAMOLI
Il peso del turismo sul PNL è una “miniera d’oro” che, secondo le statistiche ufficiali, prima della pandemia pesava circa il 13%. Nonostante la congiuntura negativa causata dalla crisi economico-sanitaria, intendiamo segnalare che nel 2020 la Puglia è stata la regione che ha registrato il maggior numero di arrivi e di presenze.
Questo traguardo è stato possibile grazie agli italiani che hanno preferito passare le proprie vacanze in Italia piuttosto che all’estero. Analizzando meglio i dati, a giugno e luglio si è registrato un turismo di prossimità (soprattutto proveniente dalle varie zone della Puglia e dalle regioni più vicine), mentre ad agosto sono state segnalate presenze da tutte le regioni e anche di stranieri, principalmente europei.
In questa ricerca, condotta da una tesista dell’Università di Torino (Corso di Laurea in “Lingue per il Turismo”) e della quale sono stato relatore, abbiamo rilevato il peso determinante del turismo giovanile e individuale: infatti molti giovani hanno usufruito del “bonus vacanze”.
Ora vorrei lasciare alla dott.ssa Serena Palmisano di Ostuni (BR) il compito di presentare, seppur in breve, i risultati della sua ricerca.
Grazie prof. Mamoli, l’idea di approfondire questo interessante tema mi è stata suggerita sia dalla lettura dei dati riferiti al flusso turistico, che hanno registrato un numero elevato di arrivi e di presenze, sia dal fatto che tra le città più importanti troviamo Ostuni, la mia città situata a nord-est della provincia di Brindisi.
Dott.ssa Palmisano, a suo parere quali sono stati i punti di forza che hanno permesso alla città di Ostuni di raggiungere questi importanti traguardi?
Innanzitutto vorrei sottolineare che, grazie ai risultati più che soddisfacenti, Ostuni (la “Città Bianca” per il colore caratteristico delle facciate delle case, color calce, che dava luce ai ristretti vicoli del centro storico) ha ottenuto il riconoscimento di “Polo di sviluppo turistico”, un risultato da mettere in relazione al fatto che la stagione turistica 2020 è stata gestita con grande cura e attenzione dal sindaco Guglielmo Cavallo, che ha ideato il marchio “SiAmo Ostuni”, pensato inizialmente come un marchio di sicurezza in grado di garantire una vacanza “sicura”: un protocollo che le aziende del settore turistico aderenti a Federalberghi e Federturismo hanno potuto sottoscrivere (su base volontaria).
L’altra strategia messa in atto è stata continuare ed accelerare con l’organizzazione di eventi culturali e tradizionali, ovviamente nel rispetto di tutte le norme anti-Covid. Tra questi eventi troviamo “Un’emozione chiamata libro”, una rassegna letteraria che ha raggiunto la XXV edizione e alla quale sono stati ospiti grandi nomi della letteratura italiana. Un nuovo evento che ha ottenuto grande successo è stato invece “Ostuni Sound Track Festival”, una rassegna musicale che nel 2020 ha avuto tra i suoi protagonisti Max Gazzè, la Rimbamband e la PFM con “Canta De André – Anniversary”. Tra le altre note positive dobbiamo sottolineare anche l’attribuzione delle 5 Vele da parte di Legambiente, che certifica Ostuni come territorio rispettoso dell’ambiente e in linea con i criteri di sviluppo sostenibile.
Purtroppo la stagione 2020 è iniziata in ritardo: in genere inizia a marzo e termina a dicembre, ma nel 2020 le presenze al 30 giugno sono state inferiori all’anno precedente. Però a luglio e agosto il riscontro è stato più che positivo, rendendo il trend addirittura migliore di quello degli anni precedenti; tuttavia si è registrato un turismo principalmente italiano. Nel 2020 quello straniero, che negli ultimi anni era in forte crescita, ha subìto un calo per via delle numerose misure di contenimento del virus e per la paura del virus stesso. Per quanto riguarda le scelte dei turisti, abbiamo riscontrato che le soluzioni preferite sono state B&B e agriturismi, strutture turistiche che non comportano la condivisione di spazi comuni con altre persone.
L’Amministrazione Comunale ha puntato e punta soprattutto a destagionalizzare l’offerta, in modo da assicurare flussi turistici tutto l’anno. Tra le varie iniziative troviamo “Luminarie d’artista”. Le luminarie sono un tratto caratteristico pugliese, soprattutto salentino, cosa che quelli di Maison Dior hanno compreso e utilizzato nella propria sfilata svoltasi a Lecce. Il progetto ha previsto l’installazione delle luminarie sul corso principale del centro storico, ovvero Viale Oronzo Quaranta, e nella piazza principale, Piazza della Libertà, dove hanno trovato posto vari mercatini natalizi sparsi nel centro storico, utilizzato come location per lo svolgimento di diversi eventi culturali.
Quali sono le previsioni per l’afflusso turistico per l’anno in corso?
Le previsioni per questa nuova stagione turistica sono molto positive: rispetto all’anno scorso, sono state registrate numerose affluenze già dal mese di giugno. La ricetta? Anche quest’anno è stato stilato un ricco programma di eventi, sempre nel rispetto delle misure anti-contagio, consultabile online tramite la pagina web ostunieventi.com o, per i più tecnologici, attraverso la scansione del QR code che si può trovare sui cartelloni pubblicitari in città oppure sulle cartoline.
Per la stagione turistica 2021 si prospetta un grande bilancio in crescita per l’industria turistica di Ostuni, grazie sia al grande lavoro organizzativo svolto dall’Amministrazione Comunale, sia alla realizzazione di nuove strutture ricettive o al restauro di antiche masserie e trulli. Il turismo in questa città è diventato una delle risorse più redditizie e muove notevoli capitali finanziari che hanno fatto conoscere la cultura contadina, la ridente costiera lunga circa 20 chilometri e la gastronomia tipica. Il territorio continua ad attrarre numerosi investimenti, tra i quali quelli del gruppo Belmond, che ha acquistato “Masseria Le Taverne”, e della multinazionale “Four Seasons Hotels and Resorts”, che costruirà un nuovo resort su una proprietà che si affaccia sul Mar Adriatico, contribuendo a sviluppare un turismo d’élite.
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