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Quater pass per Milan: passeggiando nell'arte in via Manzoni e dintorni

via Manzoni MilanoIncoeu ve voeuri portà a fà on girett in Via Manzoni e dintorna. Traduco per i non milanesi: oggi vi voglio portare a fare un giretto in via Manzoni e dintorni.

La via Manzoni – ex corsia del Giardino – è sicuramente una delle vie più importanti della città: da piazza Scala porta sino a piazza Cavour.

Diversi sono i palazzi che si incontrano percorrendo la via, ve ne elenco alcuni. Carlo Alberto, dopo la sconfitta di Custoza, siamo nel 1849, decise di fissare il suo quartier generale presso il Palazzo Brentani Greppi, conosciuto anche come Ca' Brentana perché il Porta gli ha dedicato un sonetto.

Procedendo per la via, precisamente al civico n. 10, ecco Palazzo Anguissola - Antona Traversi in stile neoclassico italiano, realizzato tra il 1775/78. Dal novembre 2011 parte dell'edificio è sede dello spazio espositivo delle Gallerie di Piazza Scala. Continuando sulla medesima via al civico n. 30 troviamo Palazzo Gallarati – Scotti, che acquistarono dalla famiglia Spinola, ultimandone la costruzione in stile barocco milanese. Il palazzo conserva ottimi affreschi, medaglioni, decorazione di putti e trompe l'oeil. Altro bel palazzo è quello al civico 39-41, ossia il Palazzo settecentesco Borromeo d'Adda, storicamente appartenuto al Sestriere di Porta Nuova, una delle sei porta di Milano.

Da osservare le venticinque finestre del piano nobile decorate con timpani a forma triangolare e curvilinei. Il Palazzo è molto ben descritto da Stendhal che ne rimase affascinato. Si incontra anche la chiesa settecentesca in stile barocco – rococò di Rito Ambrosiano di S. Francesco di Paola, fondatore dell'Ordine dei Minimi, detti anche Paolotti. L'interno della chiesa ha la curiosità di richiamare la sagoma di un contrabbasso.

La via Manzoni presenta anche delle vie laterali, come ad esempio via Bigli, 11, dove è possibile vedere Palazzo Bigli, dimora di epoca sforzesca, con la sua costruzione iniziata nel 1500 dalla nobile famiglia dei Bigli originari di Rovato in provincia di Brescia. Nel 1841 venne rifatta in stile neo-rinascimentale la facciata. Sempre nella medesima via, ma al civico 21, ecco Palazzo Olivazzi del XVIII secolo. Interessante il monumentale balcone che fa angolo con la via Manzoni, con elaborate trame in ferro battuto sorretto da mensole.

Entriamo adesso, dopo aver incontrato anche la lussuosa Via Montenapoleone in via S. Spirito, dove si fronteggiano i due palazzi Bagatti – Valsecchi, un gioiello nel cuore di Milano, con meravigliosi interni neo-rinascimentali e sede di Museo. Il Palazzo risale all'ultimo quarto del XIX secolo e vede l'aggregazione di più edifici preesistenti. Da visitare sicuramente il Museo, voluto dai due nobili fratelli milanesi Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. In una sua corte è custodita una terracotta lombarda del Quattrocento, rappresentante una Madonna col Bambino, detta "Madonna del ratt", ossia del topo, poiché il Bambino ha un piccolo topolino sulla spalla.

La sgambada l'è quasi ultimada, dobbiamo ancora vedere in via S. Andrea la n. 6 il Palazzo Morando in stile barocco italiano e oggi sede del Museo di Milano e della Collezione Costume Moda Immagine. Diverse furono le famiglie proprietarie dello storico palazzo, l'ultima fu dei coniugi Gian Giacomo e Lydia Morando Attendolo Bolognini, che lo donarono al comune di Milano nel 1945.

L'ultima interessante fatica è la visita al Palazzo Moriggia in via Borgonovo, 23, che ospita il Museo del Risorgimento di Milano dal 1950. Il palazzo fu edificato nel 1775 per il marchese Giovanni Battista Moriggia, nobile e ricca famiglia dei Morigi originaria del Lago Maggiore.

Ecco, la nostra sgambada l'è ultimada, adess on bon cafè cont ona bona briòsc e poeu se torna a cà. 

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