Palazzo Serbelloni a Milano: storia, Napoleone e Sale Napoleoniche

Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16, è uno dei più prestigiosi palazzi neoclassici di Milano: 4.000 metri quadrati affacciati sull'antico corso di Porta Orientale, testimoni di oltre due secoli di storia cittadina, tra salotti illuministi, ospiti imperiali e i fasti della Milano che cambia.
Dalla famiglia Serbelloni al Cantoni
I Serbelloni erano un'antica casata del patriziato milanese, nota già dal XIV secolo. Fu il duca Gabrio Serbelloni a volere, sulla base di un edificio preesistente, la grande dimora di famiglia: i lavori cominciarono intorno al 1765 e furono completati nel 1793 su progetto dell'architetto ticinese Simone Cantoni, allievo del Vanvitelli e autore a Milano anche dei palazzi Mellerio e Pertusati.
Il palazzo si inserisce nella grande stagione di abbellimento che, a fine Settecento, trasformò il borgo di Porta Orientale — un tempo fatto di orti, cascinali e conventi — in un elegante quartiere di residenze neoclassiche, costruite negli stessi anni della Villa Belgiojoso (oggi Villa Reale) e di Palazzo Bovara. Originariamente il palazzo disponeva di un ampio giardino sul retro, che arrivava fino all'attuale corso Monforte, poi frazionato e urbanizzato tra fine Ottocento e inizio Novecento.
La facciata e la loggia
L'elemento più celebre è la grandiosa loggia centrale a due piani, in granito di Baveno e pietra di Viggiù, scandita da colonne di ordine ionico e sormontata da un timpano triangolare svuotato al centro da un'apertura semicircolare. Tra le colonne corrono i bassorilievi in stucco di Donato e Francesco Carabelli, con scene celebrative della Lega Lombarda e dell'epopea di Federico Barbarossa. L'irregolarità del lotto fu abilmente dissimulata in pianta, con un atrio rettangolare da cui si accede al cortile porticato e, tramite lo scalone, al piano nobile.
Napoleone e gli ospiti illustri
Divenuto uno dei salotti più vivaci della città, il palazzo fu frequentato dai grandi protagonisti dell'Illuminismo lombardo: qui Giuseppe Parini fu precettore dei figli del duca, e tra gli ospiti si contavano Pietro Verri e Paolo Frisi. Ma è soprattutto un nome a legarsi al palazzo: nel 1796, entrato in Milano alla testa delle truppe francesi, Napoleone Bonaparte vi soggiornò per tre mesi con la moglie Giuseppina, preferendolo alla Villa Reale.
Negli anni il palazzo ospitò anche il cancelliere austriaco Klemens von Metternich e, come ricorda una lapide, Vittorio Emanuele II e Napoleone III, di ritorno vittoriosi dalla battaglia di Magenta del 1859: dal loggione il re salutò la folla in festa.
Le Sale Napoleoniche e i bombardamenti
Il piano nobile ospita le celebri Sale Napoleoniche, in origine decorate con affreschi di Giuliano Trabellesi. La Seconda guerra mondiale colpì duramente il palazzo: i bombardamenti del 1943 distrussero lo scalone d'onore e il grande salone da ballo originari. Il Salone Napoleonico fu poi restaurato e oggi è il cuore rappresentativo dell'edificio; di recente il piano nobile è stato oggetto di un profondo intervento di restauro conservativo e di adeguamento tecnologico.
Dal Circolo della Stampa a oggi
Dal 1951 al 2010 Palazzo Serbelloni fu sede del Circolo della Stampa, e le sue sale videro eventi memorabili: dalla presentazione del film La Ciociara con Sofia Loren e Vittorio De Sica alle serate del Festivalbar con Lucio Battisti. Ancora oggi le Sale Napoleoniche sono tra gli spazi più richiesti della città per convegni, premi, sfilate di moda, mostre e presentazioni di alto profilo: il corpo principale ospita uffici, mentre il piano nobile resta dedicato agli eventi.
Si può visitare?
Palazzo Serbelloni non è un museo: gli interni sono utilizzati per eventi, spesso privati, e non hanno un'apertura quotidiana al pubblico. Le occasioni migliori per ammirare la corte e le Sale Napoleoniche sono le visite guidate organizzate periodicamente da associazioni e operatori culturali, e le aperture straordinarie in occasione di manifestazioni come le Giornate FAI. Per sapere se è in programma una visita o un evento aperto, conviene controllare i canali degli organizzatori prima di presentarsi.
Leggi anche
- Ultimo aggiornamento il .