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Corpi mobili vitreali: miodesopsie o mosche volanti, cura e prevenzione insieme al Dottor Vincenzo Pagliara

miodesopsie

Quante volte, con l’avvicinarsi dell’estate e della luce forte del sole ci è capitato di vedere offuscato oppure dei corpi mobili, tipo dei piccoli moscerini volanti. Le miodesopsie, sono dei piccoli disturbi, non gravi che non vanno sottovalutati.

Abbiamo voluto chiedere al Dottor Vincenzo Pagliara, Medico Chirurgo Specialista in Oculistica, titolare dei suoi studi a Salerno e a Baronissi, Docente di Oculistica e Oftalmologia presso l’Università Universo Humanitas, docente presso Università Cattolica e responsabile di branca Oculistica, oltre a essere docente di Anatomia e Fisiopatologia Oculare all’ Istituto  Superiore  di Stato di Ottica, impegnato nella prevenzione e cura di glaucoma, ambliopia e retinopatie.

Dottore, cosa sono le midesopsie? 

Le miodesopsie o corpi mobili vitreali, dette comunemente “mosche volanti “, sono dei disturbi visivi caratterizzati dalla sensazione di oscuramento circoscritto del campo visivo, come se corpi mobili di diverse forme si interponessero  tra l’occhio e l’oggetto guardato.

Quali possono essere i sintomi?

La sensazione avvertita  è quella di vedere oggetti di varia conformazione e tipo che fluttuano davanti all’occhio e che sfuggono quando si cerca di fissarli. Le mosche volanti possono presentarsi  sotto svariate forme ( anelli, linee, ragnatele, punti) o in modo ancora diverso.

Sono più evidenti quando lo sguardo viene rivolto verso superfici chiare e luminose, come le pareti bianche di una stanza, o verso il cielo azzurro.

Quali invece possono essere le cause  e in quale fasce di età può presentarsi ? 

Le cause sono dovute al deterioramento del corpo vitreo, alla presenza in esso di proteine denaturate.

Il vitreo è un tessuto connettivo trasparente che contribuisce alla forma e alla consistenza del globo oculare. Svolge essenzialmente due funzioni: tiene la retina adesa, cioè strettamente aderente al fondo oculare, per evitare il pericoloso distacco di retina; serve a trasportare sostanze nutritive sulla retina. E’ costituito per il 99% da acqua e per l’1% da una componente molecolare: Aminoacidi, Sali Minerali, Vitamine, e altre sostanze.

Attualmente le alterazioni e gli addensamenti vitreali rappresentano un problema clinico di progressiva diffusione. Vari fattori contribuiscono ad indurre tali problematiche: Sono dovuti ad aumento dell’età, in quanto sono più frequenti in età avanzata; a miopia; all’aumento degli interventi di chirurgia oculare; a scarsa idratazione; ad alterazioni alimentari o digestive; ad agenti inquinanti sia atmosferici che luminosi ( che determinano la formazione di fenomeni ossidativi da radicali liberi ). Tali fattori portano alla formazione di miodesopsie (corpi mobili vitreali) e Fotopsie (punti e flash luminosi).

Tutto ciò rende il corpo vitreo progressivamente disomogeneo, rarefatto, liquefatto, con sintomi e segni clinici di grande fastidio per il paziente e di costante disconfort. Ciò spesso influisce sulla sfera emotiva del paziente, con una attribuzione di importanza spesso superiore all’entità della patologia, ma a volte è bene preoccuparsi, per prevenire o escludere patologie correlate.

Vista la multifattorialità dell’eziologia, cioè delle svariate cause , è sicuramente importante tranquillizzare il paziente e realizzare un intervento mirati a ricostituire la composizione del corpo vitreo (acqua, sali minerali, aminoacidi e vitamine) ed a inibire la degradazione del collagene, cioè  l’impalcatura vitreale.

Per meglio comprendere il fenomeno è necessaria qualche nozione di anatomia e fisiologia.

Il corpo vitreo è un tessuto connettivo trasparente a struttura gelatinosa, incolore, non vascolarizzato né innervato, che da solo occupa i due terzi del volume oculare, contribuendo alla forma ed alla consistenza del bulbo. Il gel vitreale è costituito per il 99% da acqua e per il restante 1% da varie sostanze che ne costituiscono l’impalcatura. Il vitreo è costituito essenzialmente da quattro componenti: fibre collagene, cellule, mucopolisaccaridi ed altre proteine. All’interno della componente  acquosa sono reperibili numerosi elettroliti come sodio, potassio, cloruri e bicarbonato.

La viscosità gelatinosa del vitreo ha la funzione di ammortizzare gli urti al globo oculare e la sua trasparenza è importante per una buona visione.

La patologia vitreale più frequente è dovuta a fenomeni degenerativi  strettamente legati all’età, causa un fisiologico invecchiamenti del corpo vitreo. Dopo i 40-50 anni tali segni diventano più evidenti, mentre sono anticipati di circa dici anni nei pazienti con una miopia superiore alle tre diottrie, e si estrinsecano attraverso fluidificazioni del gel, opacizzazioni circoscritte , coartazioni, fino al distacco posteriore del vitreo.

La degenerazione del vitreo comincia con la fluidificazione, detta “ sinchisi “, con la formazione delle cosiddette “lacune vitreali “, cavità vuote nel vitreo. La seconda fase è rappresentata dalla  “sineresi “, termine che indica la formazione di fibre isolate liberamente fluttuanti. Le fibrille collagene che delimitavano le lacune si spezzano e formano filamenti che fluttuano all’interno delle stesse lacune,  assumendo forme sempre diverse, descritte dal paziente come “ mosche volanti “ o ragnatele ( corpi mobili vitreali o miodesopsie ). Queste sono percepite meglio in condizioni di forte luminosità, guardando una superficie bianca: si manifestano in modo lento e progressivo e la loro percezione è dovuta all’ombra che proiettano sulla retina. Qualche volta si ha anche la visione di “fosfeni o fotopsie“ ( flash luminosi ), dovute alla trazione di alcune fibrille vitreali sulla retina. La coartazione vitreale per contrazione del gel vitreale  porta alla perdita delle aderenze vitreo retiniche fino alla comparsa del distacco posteriore di vitreo, presente nel 6% della popolazione tra 45 e 65 anni per aumentare fino al 65% tra 65 e 85 anni. È più frequente nei miopi oltre le tre diottrie e nei pazienti affetti da cataratta nucleare. Anche nei giovani si possono avere tali fenomeni, specie se in presenza di processi infiammatori dell’uvea o della corioretina, che modificano la struttura del gel vitreale.

Il distacco posteriore di vitreo è caratterizzata dalla comparsa improvvisa, spesso  brutale, di anelli scuri che determinano notevole fastidio ed apprensione nei paziente, ed a volte possono associarsi patologie retiniche. I sintomi predittivi della rottura retinica conseguente a distacco posteriore del vitreo sono rappresentati dalla comparsa di fosfeni ( bagliori spontanei )  associati a corpi mobili vitreali multipli.

La disidratazione del gel vitreale è certamente un fattore favorente tali patologie a carico del corpo vitreo,  che infatti sono molto più frequenti nei mesi  caldi ed è maggiore nei pazienti che tendono ad assumere una scarsa quantità di liquidi, così come in pazienti in terapia con farmaci antipertensivi diuretici.

Recentemente si è scoperto che nel vitreo vi sono degli enzimi ( metalloproteinasi )  che attaccano la componente fibrillare del vitro, a causa della  diminuzione degli enzimi protettivi dovuti all’età o alla miopia.

dottor vincenzo pagliara

Esiste una prevenzione ed una cura a tutto questo?

Si assolutamente, la prevenzione della patologie vitreali, avviemeattraverso  un‘importante integrazione dietetica con alimenti ricchi di sostanze che agiscono per proteggere il vitreo, o anche dei principali costituenti la matrice vitreale: dalla semplice acqua, ai sali di potassio, all’acido ascorbico (Vitamina C ).

I consigli per i pazienti sono i seguenti:

- utilizzare costantemente lenti correttive, se indicate, con antiriflesso anti UV, per luce blu o fotocromatiche;

- ridurre i contrasti luminosi con lenti filtranti di occhiali da sole, certificati e garantiti;

- osservare un breve periodo di riposo, soprattutto  l’insorgenza delle miodesopsie è stata improvvisa;

- ridurre al minimo i movimenti oculari;

- bere acqua in abbondanza;

- integrare la propria alimentazione con opportuni nutrienti.

I farmaci gli integratori più utilizzati per queste patologie sono in forma di compresse tradizionali , effervescenti o bustine, indicati nel caso di aumentato fabbisogno o diminuito apporto con la dieta dei nutrienti che lo compongono. I componenti più frequenti sono:

  • Magnesio e Potassio, minerali che contribuiscono a mantenere l’equilibrio elettrolitico nei tessuti. essenziali per ottimizzare il bilancio idrosalino. Inoltre il magnesio contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento, e il potassio alla normale funzione muscolare;
  • Collagene, componente essenziale del corpo vitreo;
  • Acido ialuronico,utile per la corretta stabilizzazione del gel vitreale;
  • Calcio, Condroitinsolfato  e Acido Ialuronico, Glucosamina solfato, Bromelina e Leucocianidine:  per proteggere le fibrille collagene del corpo vitreo;
  • Aminoacidi come lisina, arginino e carnitina, che contribuiscono alla formazione del collagene, in quanto hanno un importante ruolo sia nel metabolismo cellulare, che nella formazione di collagene di tipo II, presente nel vitreo;
  • Vitamina C ed E, per l’azione antiossidante.
  • Vitamine del gruppo B 12, importanti cofattori in tutte le reazioni metaboliche. La vitamina B 12   e contribuisce con il magnesio al normale metabolismo energetico e la vitamina B 2, con le vitamine C ed E,  protegge le cellule dallo stress ossidativo
  • Mirtillo nero, ricco di Anticianine,  per migliorare la funzionalità del microcircolo retinico, in quanto le miodesopsie sono più frequenti nei miopi;
  • Ginseng, tonico-adattogeno, antiossidante, tonico che insieme al Guaranà è un tonico indicato utile per stanchezza fisica e mentale.
  •  Guaranà, che elevano la soglia di resistenza dei tessuti all’azione di agenti nocivi esterni.

Esistono quindi alcuni farmaci specifici per questi fastidiosi problemi, e la loro assunzione  contribuisce a migliorare il metabolismi cellulare, a mantenere la fisiologica composizione dei tessuti ed ad aumentare le difese del corpo vitreo, grazie al reintegro di liquidi e micronutrienti. Sembra anche che possano aiutare a prevenire i distacchi di vitreo.

Da qualche anno, in casi molto persistenti, si può effettuare la vitreolisi con Yag Laser ,La condizione indispensabile per potersi sottoporre al laser è costituita dalla  la posizione che assumono i corpi mobili vitreali (in inglese Floaters), che devono trovarsi ad almeno 2 mm di distanza dal cristallino e dalla retina, meglio se nel vitreo anteriore, dopo Esame OCT per valutare la situazione del vitreo con risultati variabili, non sempre soddisfacenti. Il rischio è di colpire la retina, con distacco di retina o il cristallino, con cataratta traumatica . a volte glaucoma e uveite. Nei casi più gravi si ricorre ad un intervento chirurgico vero e proprio, la vitrectomia.

Quindi, per evitare problemi più seri, meglio curarsi con gli integratori.

In conclusione, Dottore, cosa consigliamo a chi potrebbe avvertire questo problema? 

In caso di “mosche volanti“ ed altri problemi visivi simili, è importante una visita medica oculistica con esame del fondo oculare, soprattutto se si è miopi o ipertesi, per prevenire o quantomeno rallentare evoluzioni o complicanze ben più gravi con la terapia specifica.

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