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Difese immunitarie e alimentazione: il nutrizionista risponde

  • Federica Sallustro

Mangiare si sa, è uno dei più grandi e nobili piaceri della vita. Mangiare bene però fa la differenza.
Diversi studi hanno infatti dimostrato quanto un’alimentazione corretta ed equilibrata sia un vero e proprio scudo nei confronti di molte patologie, gravi e meno gravi, una preziosissima alleata per la nostra salute.
Che possa valere anche contro il coronavirus?

L'abbiamo chiesto al Dott. Edoardo Mazzocchi, Biologo Nutrizionista pavese che ci ha fornito importanti e pratici consigli per preservare al meglio il nostro organismo e a rafforzarlo attraverso una sana alimentazione.

spaghetti pixabay

Esiste una dieta in grado di difenderci dal covid-19?

Purtroppo al momento non conosciamo bene questo virus e sappiamo poco delle sue caratteristiche, tuttavia possiamo aiutare il nostro sistema immunitario attraverso l'assunzione di nutrienti specifici o di alimenti ricchi di nutrienti funzionali.
In particolare, per alcune vitamine (Vit. A, C, E, D), per alcuni micronutrienti (zinco e selenio) e per i probiotici sono state dimostrate proprietà immuno-stimolanti, ma veniamo nel dettaglio:

  • LA VITAMINA C
    Oltre 140 studi su animali suggeriscono che la vitamina C può prevenire o alleviare i sintomi di infezioni causate da batteri, virus e protozoi. 
    Gli effetti della vitamina C contro le infezioni devono essere ulteriormente indagati: a oggi, infatti, solo due studi hanno dimostrato un beneficio terapeutico della vitamina C per i pazienti con polmonite.

  • LA VITAMINA D
    Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato l'impatto della vitamina D sulle risposte immunitarie innate e adattive.
    Secondo la maggior parte degli autori, sono però necessari ulteriori studi per esplorare l'effetto preventivo della supplementazione di vitamina D sulle infezioni virali. 

  • LO ZINCO
    Tra i minerali, il più studiato in campo immunologico è lo Zinco. È stato dimostrato che un suo deficit, può portare ad alterazioni dell'integrità del sistema immunitario.
    Una sua carenza marginale è stata osservata in diversi gruppi di popolazione "a rischio", come gli anziani, supportando l'ipotesi che l’integrazione nei soggetti più vulnerabili potrebbe impedire la compromissione del sistema immunitario e migliorare sostanzialmente la resistenza alle infezioni in questi soggetti.

  • I PROBIOTICI
    I probiotici oltre ad avere un ruolo specifico nella regolazione del microbiota intestinale sembrano avere un effetto immunomodulatore. 

Dobbiamo quindi modificare la nostra alimentazione?

In questo periodo di forte contagio anche l'alimentazione può aiutarci molto cercando di rafforzare il nostro sistema immunitario, che è strettamente legato al microbiota intestinale, ovvero quell’insieme di microrganismi che regolano molte funzioni e generano una risposta anti-infiammatoria contro i patogeni.
Il 70-80% delle cellule immunitarie del corpo si trova proprio nell’intestino e quindi, l'efficienza di questa attività, dipende dalla varietà di alimenti e dalla qualità dei nutrienti che appunto introduciamo con il cibo.

Quali alimenti ci consiglia di assumere?

Una dieta corretta fornisce un apporto ottimale di tutti i nutrienti che possono giocare un ruolo fondamentale nell’aumentare le nostre difese immunitarie.

Mi riferisco al consumo giornaliero di alimenti vegetali (pane, pasta, verdure, legumi, frutta e frutti secchi, olio di oliva), un corretto consumo di pesce, di carne bianca, di latticini e uova, moderate quantità di carne rossa e una riduzione drastica di zuccheri semplici, sale e alcol. 
Sarebbe inoltre buona norma introdurre sempre una porzione di alimenti fermentati come yogurt, kefir, kimchi, kombucha, miso, crauti o tempeh, fondamentali per il microbiota.

Diventa importante cucinare con fantasia seguendo il modello mediterraneo e incrementando il consumo di frutta e verdura ad almeno 5 porzioni per garantire il corretto consumo di vitamine, minerali e nutrienti funzionali. 

C’è stato un repentino cambiamento del nostro stile di vita e delle nostre abitudini quotidiane.
Che effetti può avere sul nostro organismo?

Il nuovo DPCM che consiglia di limitare gli spostamenti, può influire sul nostro comportamento alimentare.

La riduzione dell'attività motoria giornaliera, come conseguenza dello smart working, della chiusura delle palestre, dell'invito ai soli spostamenti essenziali e, per i bambini, la chiusura delle scuole e di tutte le attività sportive, ha determinato una significativa riduzione del fabbisogno energetico giornaliero, a cui dovrebbe corrispondere un'equivalente riduzione dei consumi alimentari, facendo attenzione a mantenersi comunque in movimento. 

L'ansia, lo stress e la noia che possono subentrare in questo momento possono favorire la comparsa o peggiorare l’utilizzo del cibo come meccanismo di compensazione, attraverso cui regolare e ridurre le emozioni negative.

Questo disturbo alimentare porta al consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi, ipercalorici, ad alto indice glicemico e con un quantitativo elevato di colesterolo, oltre ad un aumento del consumo delle bevande alcoliche, peggiorando notevolmente la qualità della dieta, con un alto rischio di incremento del peso corporeo e nei soggetti già affetti da sovrappeso, obesità, diabete e sindrome metabolica, un peggioramento del quadro clinico.

Quindi consiglio di dedicarsi ad attività motorie consentite, provare nuove cose e affidarsi nel caso ai tutorial presenti sul web dove sono suggeriti molti esercizi.

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