Il pensiero e la sua forza

Il pensiero, il pensare, questa facoltà indispensabile dell'anima di cui l'essere umano è dotato, ha sicuramente in se una forza, che si sviluppa come energia che poi viene espressa nell'agito. Questa forza può assumere due caratteristiche diverse, infatti, si può trasmettere come pensiero positivo o come pensiero negativo.

cervello pensiero pix

Penso che tutti si sia in accordo se dico che l'intero cosmo è energia, che si tratti di materia, di luce, di suono, di sensazioni o di pensiero. Tanto è vero che la scienza ci dice che non solo gli influssi esterni provocano cambiamenti fisici nel corpo umano, ma anche i pensieri possono influire sui processi biochimici nel nostro organismo. Quindi i pensieri sono energia che possono influire sul benessere del nostro corpo, e allora ecco che pensieri positivi danno benessere, quelli negativi portano malessere.

Ho accennato a pensieri positivi e negativi, vediamo allora quali sono.

PENSIERI POSITIVI – BUONI

  • Amore altruistico, che tendono al bene e all'aiuto del proprio prossimo, senza aspettarsi lodi o ricompense.
  • Pensieri di fiducia, di ottimismo. È pensare sempre positivo, ovviamente rispettando il buon senso, la ragionevolezza e, per chi ha fede, mettendo il tutto nelle mani della Provvidenza che può sempre mutare gli avvenimenti. Essere ottimisti a tutti i costi anche quando la ragione delle cose dimostrano il contrario è illogico.
  • Pensieri di benevolenza verso il prossimo, e che portano ad aiutare chi è in difficoltà, non solo nel materiale ma soprattutto nei momenti di difficoltà della vita.
  • Pensieri di pace, perché danno serenità e fanno star bene.
  • Pensieri di rispetto e amore verso tutta la natura e le creature.
  • Pensieri di riconoscenza. Riconoscere il bene ricevuto fa star bene.
  • Pensieri di comprensione. Saper comprendere l'altro ed essere di aiuto e conforto.
  • Pensieri luminosi, di vita e non scuri e di morte.
  • Pensieri di Bene perché il Bene fa solo bene e ci mantiene in salute.

PENSIERI NEGATIVI – CATTIVI

  • Pensieri egoistici. Pensare sempre e solo  a se stessi ignorando l'altro.
  • Pensieri distruttivi. Portano inevitabilmente al fallimento.
  • Pensieri di invidia, gelosia, odio, ira, collera. Tutti pensieri che portano a un comportamento malato e inducono sofferenza.
  • Pensieri di aggressività, che conducono alla intolleranza e alla violenza.
  • Pensieri depressivi. Portano al pessimismo e alla resa di fronte alla vita.
  • Pensieri di paura. Sono molto pericolosi perché causano paura di vivere, della sofferenza, della malattia, della povertà, della morte, e via dicendo.
  • Pensieri di autocommiserazione, che portano alla staticità e all'infelicità.
  • Pensieri di brama di potere e dominio, che sono causa di sfruttamento dell'uomo e della natura con conseguenze disastrose per tutti.

Insomma, come si vede tra la differenza di pensieri positivi e negativi vi è un abisso, che è causa del proprio e dell'altrui star bene. E non è vero che il solo pensare non causa effetto, in bene o in male, poiché il pensiero è energia, e questa non può disperdersi nel nulla, primo perché il nulla non esiste e secondo perché espandendosi agisce. L'energia non si può disintegrare, può solo trasformarsi da uno stato ad un altro; mi sovviene il motto di Lavuasie "Nulla si distrugge ma tutto si trasforma".

Nessuna energia va persa. Proviamo a riflettere un attimo. Quando si pensa in modo positivo – buono o negativo – malvagio, a una persona questo campo energetico raggiunge il destinatario, e più il pensiero è forte e voluto, più l'azione sarà marcata, anche se la persona a cui è destinato il pensiero non è a conoscenza dell'intento. Un esempio è quando un gruppo di persone si ritrova a pregare per qualcuno, se la preghiera è desiderata col cuore, l'energia che si sprigiona raggiunge senza alcun dubbio la persona interessata ovunque si trovi, non solo, ma più è sensibile più percepisce questa benefica energia. Così avviene anche in senso negativo.

Il discorso meriterebbe un continuo, ma un semplice articolo mi "obbliga" a mettere il punto, e così faccio.

 

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