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Lo yoga: origini, Yoga Sūtra, tipi e benefici

  • Micol Rozza

Al giorno d’oggi, soprattutto in Occidente, con il termine “yoga” si tende a far riferimento a tutte quelle pratiche e attività che comprendono ginnastica del corpo e respirazione, volte a raggiungere stati di rilassamento e meditazione. In realtà, lo yoga è molto più di questo: nasce come percorso di benessere fisico, mentale e spirituale, e come vera e propria filosofia di vita.

Persona in meditazione durante una pratica di yoga

Un’esperienza, prima di tutto. E il solo modo per conoscerlo davvero è provarlo, sperimentarlo e viverlo sulla propria pelle. La parola yoga in sanscrito significa “unione”: un equilibrio tra le tre parti che compongono ognuno di noi, ovvero corpo, mente e anima. Un’unione che crea benessere con sé stessi, un benessere che nasce dall’io interiore e che può farci sentire in armonia con ciò che ci circonda.

Dove nasce lo yoga

Lo yoga nasce in India: le radici della tradizione sono molto antiche e per lungo tempo gli insegnamenti sono stati tramandati oralmente, da maestro a discepolo. Nei testi indiani (come le Upaniṣad) se ne trova riferimento in epoche storiche diverse, a conferma di una trasmissione lunga e stratificata.

La “sacra scrittura” dello yoga

Il vero yoga classico viene poi raccolto nello Yoga Sūtra, un’opera composta da 196 aforismi, usati per trasmettere conoscenza, pratica e filosofia. Lo Yoga Sūtra è suddiviso in quattro parti:

  • Samādhi Pāda (51 aforismi): introduce lo yoga come via al samādhi, lo stato di profonda consapevolezza e libertà interiore.
  • Sādhana Pāda (55 aforismi): descrive la pratica e il percorso, includendo il Karma Yoga e il Rāja Yoga (il cammino in otto stadi).
  • Vibhūti Pāda (56 aforismi): approfondisce i risultati e le capacità che possono emergere con la pratica.
  • Kaivalya Pāda (34 aforismi): tratta la liberazione e la distinzione tra spirito e materia.

Nel Rāja Yoga si parla anche del percorso degli otto stadi:

  1. Astinenze/proibizioni (Yama):
    - Non violenza (Ahiṃsā) fisica e verbale;
    - Sincerità (Satya);
    - Non rubare (Asteya);
    - Continente disciplina/energia (Brahmacarya);
    - Non possessività (Aparigraha).
  2. Osservanze (Niyama):
    - Pulizia (Śauca);
    - Contentezza (Saṅtoṣa);
    - Ardore (Tapas);
    - Studio (Svādhyāya);
    - Abbandono al Signore (Īśvara praṇidhāna).
  3. Postura (Āsana)
  4. Controllo del respiro (Prāṇāyāma)
  5. Ritrazione dei sensi (Pratyāhāra)
  6. Concentrazione (Dhāraṇā)
  7. Meditazione (Dhyāna)
  8. Assorbimento (Samādhi)

“La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza (avidyā), egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte”.

Patañjali

Immagine simbolica legata alla pratica dello yoga

L’autore dello Yoga Sūtra

Lo Yoga Sūtra è attribuito al filosofo Patañjali. Di lui si sa poco con certezza: leggende e tradizione si intrecciano e non è semplice distinguere ciò che è storico da ciò che è simbolico. Nella cultura yogica, Patañjali è spesso rappresentato anche con iconografie legate al serpente Ananta (l’infinito).

Altri tipi di yoga

  • Kriya Yoga: una tecnica avanzata di evoluzione interiore, trasmessa tradizionalmente in modo riservato e guidato.
  • Anusara Yoga: enfatizza l’apertura del cuore e usa la pratica fisica come via di connessione e consapevolezza.
  • Ashtanga Yoga: pratica dinamica e strutturata, indicata per chi cerca disciplina, energia e focalizzazione.
  • Iyengar Yoga: cura dell’allineamento e uso di supporti; utile per approfondire postura e stabilità.
  • Hatha Yoga: spesso proposto come pratica “base”, con attenzione a posizioni e respirazione.
  • Hot/Bikram Yoga: sequenze in ambiente riscaldato; richiede attenzione a idratazione e condizioni personali.
  • Kundalini Yoga: integra respirazione, meditazione e lavoro energetico.
  • Power Yoga: variante più atletica, orientata a forza e resistenza.
  • Sahaja Yoga: lavora sulla meditazione e sul risveglio dell’energia kundalini.
  • Satyananda Yoga: approccio che integra pratica, studio e consapevolezza, adattato alla vita contemporanea.
  • Sivananda Yoga: percorso che combina postura, respirazione, rilassamento, meditazione e stile di vita.

Chi pratica lo yoga

Lo yoga è storicamente connesso all’induismo, ma non è una religione. Se seguito come pratica di benessere (posture, respiro, meditazione), può essere praticato in armonia con diversi orientamenti spirituali. È adatto a tutte le età, sia a uomini sia a donne. Per avvicinarsi alla disciplina, è consigliabile seguire corsi con insegnanti qualificati più che affidarsi solo a tutorial, perché alcune posizioni, se eseguite male, possono avere controindicazioni.

Alimentazione e yoga

Anche lo yoga propone linee guida alimentari orientate al benessere. Secondo questa visione, ogni alimento esprime un’energia legata a tre qualità (guna):

  • Sattva: equilibrio e chiarezza
  • Rajas: attivazione e stimolo
  • Tamas: pesantezza e inerzia

In generale, un’alimentazione più semplice e “leggera” viene spesso associata a una pratica più costante. Per questo molte tradizioni yogiche tendono a privilegiare una dieta prevalentemente vegetariana, pur con approcci e sensibilità diverse.

I benefici dello yoga

  • Può favorire il sonno
  • Aiuta a respirare meglio e quindi a ossigenare il corpo
  • Può contribuire a ridurre stress e tensioni
  • Supporta elasticità e mobilità (anche della colonna)
  • Allena concentrazione e consapevolezza
  • Può sostenere un migliore ascolto di sé e del proprio corpo

La diffusione dello yoga

In Occidente lo yoga ha iniziato a diffondersi in modo più ampio nel Novecento, anche grazie a libri e insegnanti che hanno portato la pratica fuori dall’India. Oggi è una disciplina molto praticata: in Italia, le stime più recenti parlano di circa 6 milioni di persone che lo praticano.

Yoga a Milano

È utile ricordare che molti centri propongono alcune parti della disciplina (posture, respirazione, meditazione), non necessariamente il percorso “integrale” in ogni sua dimensione. Prima di scegliere, è importante capire su cosa ci si vuole focalizzare: rilassamento, postura, lavoro fisico, respirazione, meditazione, oppure un mix.

A Milano l’offerta è ampia e comprende scuole e studi che propongono diversi stili (Hatha, Ashtanga, Iyengar, Kundalini e altri). Per orientarsi, può essere utile verificare il percorso formativo degli insegnanti e, se possibile, fare una lezione di prova.

Gruppo durante una lezione di yoga

“Lasciare la presa non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto”.

Micol Rozza

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