Lo yoga: origini, Yoga Sūtra, tipi e benefici
Al giorno d’oggi, soprattutto in Occidente, con il termine “yoga” si tende a far riferimento a tutte quelle pratiche e attività che comprendono ginnastica del corpo e respirazione, volte a raggiungere stati di rilassamento e meditazione. In realtà, lo yoga è molto più di questo: nasce come percorso di benessere fisico, mentale e spirituale, e come vera e propria filosofia di vita.

Un’esperienza, prima di tutto. E il solo modo per conoscerlo davvero è provarlo, sperimentarlo e viverlo sulla propria pelle. La parola yoga in sanscrito significa “unione”: un equilibrio tra le tre parti che compongono ognuno di noi, ovvero corpo, mente e anima. Un’unione che crea benessere con sé stessi, un benessere che nasce dall’io interiore e che può farci sentire in armonia con ciò che ci circonda.
Dove nasce lo yoga
Lo yoga nasce in India: le radici della tradizione sono molto antiche e per lungo tempo gli insegnamenti sono stati tramandati oralmente, da maestro a discepolo. Nei testi indiani (come le Upaniṣad) se ne trova riferimento in epoche storiche diverse, a conferma di una trasmissione lunga e stratificata.
La “sacra scrittura” dello yoga
Il vero yoga classico viene poi raccolto nello Yoga Sūtra, un’opera composta da 196 aforismi, usati per trasmettere conoscenza, pratica e filosofia. Lo Yoga Sūtra è suddiviso in quattro parti:
- Samādhi Pāda (51 aforismi): introduce lo yoga come via al samādhi, lo stato di profonda consapevolezza e libertà interiore.
- Sādhana Pāda (55 aforismi): descrive la pratica e il percorso, includendo il Karma Yoga e il Rāja Yoga (il cammino in otto stadi).
- Vibhūti Pāda (56 aforismi): approfondisce i risultati e le capacità che possono emergere con la pratica.
- Kaivalya Pāda (34 aforismi): tratta la liberazione e la distinzione tra spirito e materia.
Nel Rāja Yoga si parla anche del percorso degli otto stadi:
- Astinenze/proibizioni (Yama):
- Non violenza (Ahiṃsā) fisica e verbale;
- Sincerità (Satya);
- Non rubare (Asteya);
- Continente disciplina/energia (Brahmacarya);
- Non possessività (Aparigraha). - Osservanze (Niyama):
- Pulizia (Śauca);
- Contentezza (Saṅtoṣa);
- Ardore (Tapas);
- Studio (Svādhyāya);
- Abbandono al Signore (Īśvara praṇidhāna). - Postura (Āsana)
- Controllo del respiro (Prāṇāyāma)
- Ritrazione dei sensi (Pratyāhāra)
- Concentrazione (Dhāraṇā)
- Meditazione (Dhyāna)
- Assorbimento (Samādhi)
“La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza (avidyā), egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte”.
Patañjali

L’autore dello Yoga Sūtra
Lo Yoga Sūtra è attribuito al filosofo Patañjali. Di lui si sa poco con certezza: leggende e tradizione si intrecciano e non è semplice distinguere ciò che è storico da ciò che è simbolico. Nella cultura yogica, Patañjali è spesso rappresentato anche con iconografie legate al serpente Ananta (l’infinito).
Altri tipi di yoga
- Kriya Yoga: una tecnica avanzata di evoluzione interiore, trasmessa tradizionalmente in modo riservato e guidato.
- Anusara Yoga: enfatizza l’apertura del cuore e usa la pratica fisica come via di connessione e consapevolezza.
- Ashtanga Yoga: pratica dinamica e strutturata, indicata per chi cerca disciplina, energia e focalizzazione.
- Iyengar Yoga: cura dell’allineamento e uso di supporti; utile per approfondire postura e stabilità.
- Hatha Yoga: spesso proposto come pratica “base”, con attenzione a posizioni e respirazione.
- Hot/Bikram Yoga: sequenze in ambiente riscaldato; richiede attenzione a idratazione e condizioni personali.
- Kundalini Yoga: integra respirazione, meditazione e lavoro energetico.
- Power Yoga: variante più atletica, orientata a forza e resistenza.
- Sahaja Yoga: lavora sulla meditazione e sul risveglio dell’energia kundalini.
- Satyananda Yoga: approccio che integra pratica, studio e consapevolezza, adattato alla vita contemporanea.
- Sivananda Yoga: percorso che combina postura, respirazione, rilassamento, meditazione e stile di vita.
Chi pratica lo yoga
Lo yoga è storicamente connesso all’induismo, ma non è una religione. Se seguito come pratica di benessere (posture, respiro, meditazione), può essere praticato in armonia con diversi orientamenti spirituali. È adatto a tutte le età, sia a uomini sia a donne. Per avvicinarsi alla disciplina, è consigliabile seguire corsi con insegnanti qualificati più che affidarsi solo a tutorial, perché alcune posizioni, se eseguite male, possono avere controindicazioni.
Alimentazione e yoga
Anche lo yoga propone linee guida alimentari orientate al benessere. Secondo questa visione, ogni alimento esprime un’energia legata a tre qualità (guna):
- Sattva: equilibrio e chiarezza
- Rajas: attivazione e stimolo
- Tamas: pesantezza e inerzia
In generale, un’alimentazione più semplice e “leggera” viene spesso associata a una pratica più costante. Per questo molte tradizioni yogiche tendono a privilegiare una dieta prevalentemente vegetariana, pur con approcci e sensibilità diverse.
I benefici dello yoga
- Può favorire il sonno
- Aiuta a respirare meglio e quindi a ossigenare il corpo
- Può contribuire a ridurre stress e tensioni
- Supporta elasticità e mobilità (anche della colonna)
- Allena concentrazione e consapevolezza
- Può sostenere un migliore ascolto di sé e del proprio corpo
La diffusione dello yoga
In Occidente lo yoga ha iniziato a diffondersi in modo più ampio nel Novecento, anche grazie a libri e insegnanti che hanno portato la pratica fuori dall’India. Oggi è una disciplina molto praticata: in Italia, le stime più recenti parlano di circa 6 milioni di persone che lo praticano.
Yoga a Milano
È utile ricordare che molti centri propongono alcune parti della disciplina (posture, respirazione, meditazione), non necessariamente il percorso “integrale” in ogni sua dimensione. Prima di scegliere, è importante capire su cosa ci si vuole focalizzare: rilassamento, postura, lavoro fisico, respirazione, meditazione, oppure un mix.
A Milano l’offerta è ampia e comprende scuole e studi che propongono diversi stili (Hatha, Ashtanga, Iyengar, Kundalini e altri). Per orientarsi, può essere utile verificare il percorso formativo degli insegnanti e, se possibile, fare una lezione di prova.

“Lasciare la presa non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto”.
Micol Rozza
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