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Mezzi di comunicazione sociale ed etica

fake news pixL'etica, lo sappiamo attiene alla filosofia morale, e ancora una volta voglio ritornare su quest'argomento che ritengo importante. Nessuno può nascondere che nella nostra moderna società i mezzi di comunicazione sociale, grazie anche ai continui progressi tecnici, hanno un ruolo di singolare importanza nell'informazione, nella formazione e nella promozione culturale.

Enormemente ricche e varie sono le notizie che ci raggiungono e quindi l'influenza che esercitano sull'opinione pubblica. A mio avviso l'informazione deve essere al servizio del bene comune, poiché la società ha il diritto di avere una informazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà.


Media e fake news

L'onesto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione sia sempre vera e integra, rispettando i legittimi diritti dell'uomo, della donna e dei minori, sia nella ricerca delle notizie sia nella loro divulgazione. I mezzi di comunicazione devono evitare, tacendo o mistificando la verità, l'ingiustizia o sentimenti di ostilità che possono portare al non rispetto degli altri o, in casi peggiori, alla violenza psicologica e fisica.

Naturalmente anche i consumatori devono essere vigili e accorti, evitando di "trangugiare a ragione e occhi chiusi" tutto ciò che i mass-media, di qualunque genere siano, ( carta stampata, cinema, televisione, radio eccetera), ci vogliono far credere. Saper discernere è da persone sagge e avvedute, infatti, tutti siamo al corrente delle così dette "bufale", "false notizie" o, come si usa dire "fake news", ma vi sono anche forme più subdole di presentare per vero ciò che vero non è.

Obbligo di informare con verità

Così come i medici hanno l'obbligo di curare, i responsabili della stampa e della comunicazione hanno l'obbligo di informare con verità, sforzandosi di rispettare la natura dei fatti e i limiti del giudizio critico delle persone. Questo comportamento deve avvenire in tutti i campi ovviamente, non solo in quello politico. L'autorità civile e gli organi preposti al controllo hanno il dovere morale di difendere e proteggere la vera e giusta libertà di informazione mediante la promulgazione di leggi e l'efficace loro applicazione e, ove necessario, con l'intervento punitivo. L'autorità preposta al controllo, su cui pesa una grave responsabilità, deve essere inflessibile e pronta ad intervenire. È inaccettabile che si possa giustificare il ricorso a false informazioni per manipolare, mediante i mass-media, l'opinione pubblica; è un attentato alla libertà oltre che alla verità. Queste sono espressioni di stati totalitari, dove il potere manipola a piacimento le informazioni.

Se proviamo a riflettere ci accorgiamo su quanti avvenimenti e notizie si taccia la verità; proviamo a pensare ai vari attentati, delitti, successi nel nostro paese e di cui ancora nessuno conosce la verità (anche se c'è sicuramente chi la conosce); oppure alla triste faccenda del covid e a tutto ciò che ha causato e sta causando: sapremo mai la verità sulla sua origine, sul suo diffondersi, da dove viene, di cosa esattamente si tratta? Al momento penso proprio di no. Domando: Perché? Perché alle popolazioni viene taciuto il diritto di sapere la verità? C'è forse qualche scopo nascosto?

È inutile, chiunque ha buon senso e ama la verità, capisce che la menzogna o il tacere non appaga e non paga, ma porta solo insoddisfazione, confusione e sofferenze. Se riflettiamo bene persino una semplice bugia può rompere un rapporto di fiducia; una semplice bugia ti mette, volente o nolente una catena al piede, o meglio all'anima.

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