Il Grande Toscano nel quartiere Brera di Igor Mitoraj

Molto spesso ci capita di camminare per Milano e non accorgerci di quanti busti di bronzo, basamenti di pietra e statue sono ospitati in diversi luoghi e piazze. Molti di questi sono collocati in angoli nascosti e forse questo è uno dei motivi per i quali sono sconosciuti, o probabilmente come può capitare con la maggior parte di opere d'arte contemporanea che non vengano capite o che non soddisfino tutti i gusti.

igor-mitoraj-scultura-grande-toscano-piazza-del-carmine-milanoTra gli esempi di opere collocate in luoghi non il vista vi è L.O.V.E. La scultura in Piazza Affari a Milano, il celebre Dito di Maurizio Cattelan, o in piazza Meda troviamo dal 1975 il Grande Disco di Arnaldo Pomodoro, ribattezzato dalla saggezza popolare "il dollaro" o ancora nel quartiere Brera dopo Corso Garibaldi e via Mercato si giunge alla piazzetta della chiesa di Santa Maria del Carmine.

Luogo conosciuto dalle amanti della Moda poiché nelle vicinanze vi è lo store e il cafè di Marc Jacobs, nel bel mezzo della piazzetta ci si trova di fronte ad una scultura di grandi dimensioni che non può passare inosservata.

Dallo stile che richiama la classicità vi è una statua di bronzo, il torso di un giovane, dalle forme che sembrano quasi appartenere ai modelli di antichi efebi greci, o alla rappresentazione di un giovane dio.

La scultura è di Igor Mitoraj intitolata Grande Toscano, ed è qui esposta sin dal 1986, anche se molti la conoscono come Petto a metà. Di origine polacca e grande conoscitore del mondo classico arcaico, l'artista ama realizzare prevalentemente busti maschili che si contraddistinguono nell'avere uno stile che affonda le sue radici nella nella tradizione classica, ispirandosi a personaggi mitologici come Icaro, Eros, il Centauro e altri; il tutto viene rielaborato dall'artista che interviene sulla figura frammentandola, mutilandola e facendola sembrare incompleta.

Ma la rappresentazione dell'artista è voluta, è come se quasi ci trovassimo dinnanzi a un "non finito" non michelangiolesco ma contemporaneo. Del volto è rappresentata solo la bocca, nessuno sguardo, il petto è reso nei suoi tre quarti, sezionato seguendo due ortogonali nette, al posto del cuore all'interno di una cavità dalla forma quadrata, compare una testa posizionata di tre quarti, dallo sguardo e dall'aspetto severo; al di sotto sul costato si staglia prepotentemente un busto di donna, reso anch'esso secondo i canoni mutuati dalla tradizione classica, che privo di testa e braccia sembra stia fluttuando liberamente.

Sono immagini e rappresentazioni di straordinaria bellezza e perfezione, frammentate, che sono attraversate da pieni e vuoti che stimolano l'immaginazione a completarne le parti mancanti.

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