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Tradizioni del 2 novembre in Italia: usanze e dolci dei morti

Tradizioni italiane per il giorno dei defunti
Le tradizioni del 2 novembre nelle regioni italiane. foto Pixabay

Il 2 novembre, oltre alla visita ai cimiteri e alla preghiera per i propri cari, in molte regioni italiane si ripetono da secoli usanze, piatti e dolci che servivano a ricordare chi non c'è più. Sono tradizioni sempre meno praticate, ma raccontano un modo di sentire vicini i defunti: una tavola apparecchiata, un lume alla finestra, un dolce preparato apposta per loro.

Perché il giorno dei defunti cade il 2 novembre

L'abitudine di pregare per i defunti è antica quanto la Chiesa, e in ogni cultura l'umanità ha avuto riti dedicati ai propri morti. La data del 2 novembre si deve a sant'Odilone, abate benedettino di Cluny, che nel 998 la stabilì per i monasteri cluniacensi: una giornata di preghiera per tutti i defunti, fissata subito dopo la festa di Ognissanti. L'usanza si diffuse poi in tutta la Chiesa cattolica.

Tradizioni del Nord Italia

Valle d'Aosta

Si preparavano pietanze in più, messe sui davanzali delle finestre a disposizione delle anime. Era usanza anche riunirsi davanti al focolare, in una simbolica attesa della visita dei cari defunti.

Piemonte

A cena si lasciava un posto in più a tavola per il defunto che tornava a visitare la casa. In Val d'Ossola, dopo cena, le famiglie andavano al cimitero perché i morti potessero ristorarsi in tranquillità; al suono delle campane tornavano a casa, sicure che le anime si fossero ritirate.

Lombardia

A Bormio, in provincia di Sondrio, la notte del 2 novembre si metteva sul davanzale una zucca svuotata e riempita di vino, mentre in casa si imbandiva la tavola. In Lomellina e nel Vigevanese si lasciavano in cucina un secchio d'acqua fresca, la zucca con il vino e il fuoco acceso nel camino, con sedie e sgabelli attorno, perché il defunto potesse rifocillarsi e riscaldarsi. Anche a Milano si lasciava un posto libero a tavola, e c'era il pan dei morti, dolce che si prepara ancora oggi. Per la ricetta c'è la guida al Pan dei Santi (Pan dei Morti).

Trentino-Alto Adige

Si lasciavano la tavola apparecchiata e il focolare acceso per la visita dei defunti, e le campane suonavano a lungo per richiamare le anime.

Friuli

Era diffusa la credenza in processioni notturne di defunti verso alcuni santuari, che sparivano alle prime luci dell'alba. La sera di Ognissanti i contadini lasciavano sulla tavola un po' di pane, un secchio d'acqua e un lume acceso, e si usava intagliare zucche a forma di teschio.

Liguria

Per le feste si preparavano i bacilli (fave secche) e i balletti (castagne bollite). Si recitavano le preghiere e i nonni raccontavano ai nipoti storie e leggende di paura.

Veneto

Si mettevano zucche illuminate da candele nei pressi dei cimiteri, chiamate “suca baruca” o “lumere”, per attirare le anime dei defunti e scacciare gli spiriti dispettosi. Sui davanzali si lasciava un piatto con castagne, dolci e fave.

Emilia-Romagna

Si usava scambiarsi il cibo, per i defunti, di casa in casa, lasciandone anche ai poveri che bussavano alle porte. Era la “carità di murt”.

Tradizioni del Centro Italia

Toscana

Si preparano le ossa di morto, biscotti friabili a base di mandorle tritate, farina, zucchero e albume montato a neve, e il pan co' santi.

Umbria

Si preparano gli stinchetti dei morti, dolci di mandorle. A Perugia c'è la Fiera dei Morti, mostra mercato di origine medievale che si svolge tra l'1 e il 5 novembre.

Marche

Si lasciavano cibo e vino per le anime e le porte socchiuse con piccole luci accese, per permettere la visita dei cari defunti. Sono diffuse anche le storie degli “spiriti erranti”, anime senza pace che vagano per le vie o per le campagne.

Lazio

A Roma si teneva compagnia a un defunto consumando un pasto accanto alla sua tomba.

Abruzzo

Oltre alla tavola apparecchiata, alla finestra si mettevano tanti lumini accesi quante sono le anime dei propri cari. Si usava anche scavare una zucca e inserirvi una candela, come lanterna.

Tradizioni del Sud e delle isole

Molise

Ci si riuniva per una cena tra parenti; a fine pasto un piatto della pietanza veniva messo sulla finestra, per i defunti che in quella notte tornano a visitare la casa. Accanto al piatto c'era una zucca scavata con una candela accesa, dall'espressione diversa a seconda di chi la intagliava.

Campania

A Napoli si prepara ’o morticello, un torrone glassato al cioccolato gianduia o aromatizzato al caffè. Si accendono lumini fuori dalle abitazioni, per indicare ai morti la strada verso le case dove vissero. Napoli ha anche una tradizione legata ai teschi nei cimiteri, adottati per pregare per le anime.

Puglia

Si preparano i sasanelli, biscotti, e il grano dei morti, che viene benedetto durante la funzione del 2 novembre e servito in ciotole. A Orsara di Puglia la festa del “Fuuc acost’” porta in paese le zucche scavate, dette “cocce priatorje”, e falò accesi agli incroci.

Calabria

Oltre alla tavola apparecchiata, si lasciava un mazzo di carte, caso mai i defunti volessero fare una partita. Si usavano lanterne di zucca, dette “coccalu d'u mortu”, e tra i dolci ci sono le dita d'apostolo.

Sicilia

Si prepara il cannistru, un vassoio di frutta secca, noci, mandorle, nocciole, castagne, melograni e frutta di marzapane, insieme alle ossa di morto (“crozzi ’i mortu”), biscotti di pasta croccante, e ai “pupaccena”, pupi di zucchero per la gioia dei bambini.

Sardegna

I bambini andavano di casa in casa a chiedere doni per le anime dei defunti, la tradizione di Is Animeddas. Si lasciava sulla tavola un piatto per le anime, e tra i dolci tipici ci sono su pabassinu, is ossus de mortu e il pane de sos mortos.

Domande frequenti

Perché il giorno dei defunti è il 2 novembre?

Perché nel 998 sant'Odilone, abate di Cluny, stabilì una giornata di preghiera per tutti i defunti subito dopo la festa di Ognissanti.

Che differenza c'è tra Ognissanti e il giorno dei defunti?

Il 1° novembre si celebrano tutti i santi, il 2 novembre si ricordano tutti i fedeli defunti.

Qual è il dolce tipico del giorno dei defunti?

Cambia da regione a regione: il pan dei morti in Lombardia, le ossa di morto in Toscana, il grano dei morti in Puglia, il cannistru in Sicilia.

Perché si usano le zucche?

In molte regioni la zucca scavata, con una candela all'interno, serviva da lanterna per le anime dei defunti.

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