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Società Anonima degli Omnibus: storia dei trasporti milanesi

omnibus tram saoIn quest'articolo vi voglio raccontare un altro pezzo di storia della nostra Milano, quando gli autobus, i tramvai elettrici e ancor più la metropolitana erano ancora a divenire.

Questo non impedì a tale Emilio Osculati di fondare, a Milano, la Società Anonima degli Omnibus nel giugno del 1861.

Il termine Omnibus o onnibus è dal latino òmnibus e significa per tutti. L'Osculati fece le dovute domande a chi di dovere e ottenne la concessione iniziando così l'esercizio con tre linee il 1 gennaio 1862, sino ad arrivare, nel 1865, a undici linee.

Esiste al proposito una mappa che riporta alcune linee di òmnibus nel 1871. La Società, con acronimo SAO, aveva due stabilimenti principali, uno in Porta Venezia tra le vie Spallanzani, Melzo e Sirtori, costruito nel 1861 e ampliato otto anni dopo in quanto, dal Comune, la Società ottenne anche il servizio dei trasporti funebri e, poco più tardi, pure per trasporto materiale per la produzione e riparazione occorrenti per il servizio dei tramways. Il termine è inglese che noi italiani abbiamo adattato in tramvài o tranvài o tramvìa, mentre in dialetto milanese suona tràmm. Il secondo stabilimento era posto in Porta Volta, ed ospitava 426 cavalli, 154 in meno di quello in Porta Venezia.

Tutte le vetture erano ospitate coperte da tettoie aperte nei lati. La SAO, in continua evoluzione, spostò la sua attività dalle carrozze alle tramvie a cavalli, ottenendo dalla Provincia, siamo nel 1876, la concessione per la tramvia Milano-Monza, che fu la prima interurbana ad essere costruita in Italia, e che fu elettrificata solo dal 1900.
Due anni dopo seguì altra concessione per la tranvia di circonvallazione. Per strada di circonvallazione si intende la strada che anticamente seguiva all'esterno la cinta fortificata di una città; oggi si intendendo le vie  che si svolgono lungo il perimetro del centro più densamente abitato. Nel 1881 a Milano si svolse l'Esposizione Nazionale di Milano o anche Esposizione Industriale Italiana, la SAO attivò le prime tramvie della rete urbana milanese, cui seguirono la Milano-Affori e la Milano-Corsico.

Nel 1892 alla SAO non vennero più rinnovate le concessioni in quanto la Edison aveva sperimentato una tranvia a trazione elettrica ottenendo buoni risultati. Questo fatto portò alla liquidazione della SAO che fu integrata nel gruppo Edison. Nonostante questi nuovi avvenimenti la SAO continuò ad operare nel settore dei trasporti privati e comunali con la nuova ragione sociale tramutatasi in Società Anonima Omnibus e Vetture – SAOV.

La prima linea messa in opera dalla SAO, con carrozze per otto persone trainate da un cavallo, collegava Porta Venezia con Porta Romana, poi quella per Porta Garibaldi sino ad arrivare a undici linee. L'attesa era di soli 10 minuti. Con gli affari che andavano a gonfie vele, le carrozze furono ampliate sino a 16 posti all'interno e 14 in piattaforma, trainate da due robusti cavalli. È possibile vedere una di queste carrozze al Museo Ogliari a Ranco (VA). In via Sirtori sono ancora riconoscibili tre scuderie dell'epoca da 44 cavalli, ora adibiti a uffici di società diverse.

Concludo in allegria citando un versetto della canzone di Nanni Svampa, il cantore della Milano Popolare "El minestron" che cita proprio l'omnibus.

"Ohi bella se vuoi venire su l'omnibus, su l'omnibus

ohi bella se vuoi venire su l'omnibus con me.

Mi no, mi vegni no, mi gh'hoo paura, mi gh'hoo paura

mi no, mi vegni no, mi gh'hoo oaura de borlà giò!"

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