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Lo zoo di Milano: storia, Bombay e cosa resta ai Giardini di Porta Venezia

Molti non ci crederanno, ma fino a pochi decenni fa Milano aveva il suo zoo, proprio in centro città: leoni, tigri, orsi, giraffe, elefanti, pinguini, foche e molti altri animali vivevano nei Giardini di Porta Venezia, oggi dedicati al giornalista Indro Montanelli. Un pezzo di città scomparso nel 1992 ma ancora vivissimo nella memoria di intere generazioni di milanesi.

Lo storico Zoo di Milano ai Giardini di Porta Venezia in una foto d'epoca
Lo Zoo di Milano ai Giardini di Porta Venezia: aperto dal 1923 al 1992.

Un ricordo d'infanzia

Lo spunto è arrivato da una vecchia trasmissione dedicata al circo, con tanto di domatore, leoni e tigri. Mi ha riportato alla mente quando, da bambino, andavo con i miei genitori a visitare lo Zoo di Milano, nei giardini di Porta Venezia.

Non mi ha mai entusiasmato vedere gli animali chiusi in gabbia, anche se osservarli mi affascinava — forse perché mio papà mi raccontava storie su di loro, storie che oggi capisco essere molto colorite. Ma alzi la mano chi, da bambino, non si lasciava affascinare dagli animali: penso nessuno.

Ricordo l'elefante a cui mettevano un paio di grossi occhialoni, facendogli fare esercizi che attiravano applausi; la giraffa dal lungo collo che si abbassava per prendere le noccioline dal palmo della mano; lo schiamazzo e i salti delle scimmie, velocissime nell'afferrare tutto quello che porgevi. E quello che invece mi faceva tristezza: il leone chiuso in quella modesta gabbia di ferro. Povero leone.

La storia dello zoo (1923–1992)

Già nell'Ottocento, nei Giardini Pubblici di Porta Venezia, comparvero gabbie con animali esotici e voliere per uccelli tropicali. Il successo fu tale che nel 1923 venne inaugurato il vero e proprio giardino zoologico di Milano, sistemato in un'area che ben si addiceva alle passeggiate delle famiglie — anche se l'ambiente non era certo il più adatto a ospitare animali selvatici.

Si entrava da via Manin, accolti da una grande fontana e da un cancello con la scritta "zoo". Negli anni Sessanta la struttura arrivò a contenere oltre 500 animali: leoni, tigri e pantere nelle gabbie dei felini, giraffe (con cucciolo), un ippopotamo, foche e leoni marini in una vasca dalle piastrelle azzurre, un orso polare con grotta refrigerata, pinguini, scimmie. Ogni fine settimana radunava migliaia di bambini da tutta la provincia.

Bombay, l'elefantessa star

Il diorama dell'elefantessa Bombay al Museo di Storia Naturale di Milano
Bombay oggi: il diorama al Museo di Storia Naturale che ne conserva la memoria.

La vera attrazione dello zoo era Bombay — o "Bombe", come la chiamavano i bambini — l'elefantessa indiana arrivata in città da cucciola nel 1932. Con i suoi grandi occhiali senza lenti, sapeva sfogliare uno spartito con la proboscide, camminare in equilibrio su piccoli mattoni e suonare un organetto, ritirando poi le "mance" del pubblico: noccioline per lei, soldi per il suo custode. I suoi numeri allietarono tre generazioni di piccoli milanesi.

A metà degli anni Ottanta, con la nuova sensibilità verso il benessere animale, il suo spettacolo fu sospeso. Bombay si ritrovò sola e senza più nulla da fare: cadde in depressione e iniziò a rifiutare il cibo. Morì il 13 febbraio 1987, quattro anni prima della chiusura definitiva dello zoo. La sua testa fu salvata e oggi è esposta in un diorama del Museo di Storia Naturale, montata su un corpo in vetroresina e ambientata nella natura del Parco Nazionale del Kaziranga, in India.

Perché lo zoo è stato chiuso

Dai primi anni Ottanta le proteste si fecero sempre più numerose: ci fu anche chi si incatenò ai cancelli. Quello che per decenni era stato la meta prediletta delle famiglie milanesi divenne, sui giornali, il "lager degli animali". Lo zoo fu progressivamente svuotato e, nel 1992, chiuso definitivamente — in linea con quanto stava avvenendo nel resto del mondo, dove queste strutture venivano chiuse o trasformate in parchi con animali liberi in grandi spazi protetti.

Credo sia stato giusto chiuderlo: gli animali devono vivere liberi nel loro ambiente, non costretti — per egoismo o guadagno dell'uomo — a compiere movimenti e azioni che non appartengono alla loro natura. Restano però ricordi d'infanzia che Milano mi ha regalato e che non posso dimenticare.

Cosa resta oggi

Andando oggi ai Giardini Pubblici Indro Montanelli (così rinominati nel 2002), il vecchio zoo non c'è più. Restano però alcune tracce e qualche sorpresa:

  • Le sculture di Duilio Forte — l'architetto-artista ha installato nei giardini animali realizzati con materiali diversi: un modo per osservarli in una veste nuova, senza gabbie.
  • Il padiglione dei felini — l'edificio che ospitava leoni e tigri è stato riadattato a spazio didattico (Paleolab) del Museo di Storia Naturale.
  • Il diorama di Bombay — al Museo di Storia Naturale, a pochi passi da dove l'elefantessa si esibiva.
  • Il Museo di Storia Naturale e il Planetario — entrambi all'interno dei giardini, perfetti per una visita con i bambini.

FAQ

Quando è stato chiuso lo zoo di Milano?

Lo zoo dei Giardini di Porta Venezia è stato chiuso definitivamente nel 1992, dopo essere stato inaugurato nel 1923. La chiusura arrivò al termine di anni di proteste dei movimenti animalisti.

Dove si trovava lo zoo di Milano?

Nei Giardini Pubblici di Porta Venezia, oggi intitolati a Indro Montanelli, nel settore nord-est del centro storico. Si entrava da via Manin. L'area occupata andava all'incirca dal laghetto delle anatre fino a Palazzo Dugnani.

Che fine ha fatto Bombay, l'elefantessa dello zoo?

Bombay morì il 13 febbraio 1987. La sua testa fu conservata e oggi è esposta in un diorama del Museo di Storia Naturale di Milano, all'interno degli stessi giardini, montata su un corpo in vetroresina.

Cosa si può vedere oggi al posto dello zoo?

I Giardini Indro Montanelli ospitano oggi le sculture di animali di Duilio Forte, il Museo di Storia Naturale (con il diorama di Bombay), il Planetario e Palazzo Dugnani. Il padiglione dei felini è diventato uno spazio didattico del museo.

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