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Le fontane di Milano: vedovelle, draghi verdi e fontane storiche

Da sempre un rapporto profondo lega Milano e l'acqua, fin da quando era una delle grandi città mercantili del nord, con vie costeggiate da canali, chiuse e navigli per il trasporto delle merci. Oggi il ricordo di quella Milano rivive nelle sue fontane storiche e nei famosi "draghi verdi", tra storie curiose, miracoli e credenze popolari.

Ecco un viaggio tra le fontane più affascinanti della città, dalle fontanelle di quartiere ai monumenti firmati da grandi architetti e artisti.

Una vedovella di Milano, la fontanella pubblica in ghisa verde con bocchetta a forma di drago
Una vedovella, o "drago verde", simbolo delle fontanelle pubbliche di Milano — foto MilanoFree.it

Vedovelle o draghi verdi

Sono le fontanelle pubbliche disseminate in parchi e vie della città, con un rivolo d'acqua che scorre continuo: da qui il nome vedovelle, perché ricorda il pianto inconsolabile delle vedove. Il colore verde della ghisa e il bocchettone in ottone a forma di testa di drago — che imita i doccioni del Duomo — hanno dato vita al secondo soprannome, draghi verdi. Il disegno si deve all'architetto Luca Beltrami, lo stesso che restaurò il Castello Sforzesco.

Oggi se ne contano diverse centinaia (oltre 500 quelle in funzione). La più antica, in piazza della Scala, è anche l'unica interamente in ottone dorato e non in ghisa verde. Nel parco di CityLife un progetto d'arte contemporanea ne ha persino reinterpretate dieci, sostituendo al drago altri animali in bronzo.

La fontana del Piermarini

Situata in piazza Fontana, dietro il Duomo, fu eretta nel 1782 dall'architetto Giuseppe Piermarini per volontà di Maria Teresa d'Austria. Sulla conca maggiore due sirene accovacciate, opera dello scultore Giuseppe Franchi, sono state soprannominate dai milanesi le Teodolinde.

La fontana di piazza Castello

Restaurata di recente, è celebre per la sua forma soprannominata turta di spus, cioè "torta nuziale": un corpo centrale rialzato circondato da vasche degradanti, per un diametro di quasi 40 metri. Ideata nel 1936, fu smontata nel 1960 per i lavori della linea rossa della metropolitana e ricollocata solo nel marzo 2000. Oggi, illuminata di sera, è uno dei punti di ritrovo davanti al Castello.

I Bagni Misteriosi di De Chirico

Nel giardino della Triennale, al Parco Sempione, si trovano i Bagni Misteriosi, la fontana ideata da Giorgio De Chirico nel 1973 per la XV Triennale di Milano e poi restaurata. Nell'acqua metafisica, disegnata con tratti a zigzag, emergono due busti di enigmatici bagnanti, un cigno e un trampolino: un piccolo capolavoro surreale immerso nel verde.

Le fontane di acqua sulfurea

A Milano esistono tre fontane di acqua sulfurea — la cosiddetta "acqua marcia" — un tempo apprezzata per le presunte proprietà benefiche. Quella ancora funzionante si trova al Parco Sempione, accanto all'Arena; le altre due sono nel sagrato della chiesa di Sant'Angelo, nell'omonima piazza.

Santa Maria alla Fontana

Nella chiesa di Santa Maria alla Fontana, a nord del centro, sgorga da una pietra un'acqua considerata miracolosa, con undici zampilli. Secondo la leggenda guarì tre giovani francesi nel 1507, anno in cui il luogo di culto fu fondato dal governatore francese Charles d'Amboise. Il santuario inferiore, con il suo chiostro, è stato a lungo accostato per tradizione all'ambiente di Leonardo, attivo a Milano in quegli anni.

La fontana di piazza San Babila

Dedicata ai monti, ai laghi e ai fiumi di Lombardia, fu progettata da Luigi Caccia Dominioni e inaugurata nel 1997, con l'intento di ricreare simbolicamente il ciclo dell'acqua lombardo: un tronco di piramide in pietra rossa rappresenta le montagne, le vasche degradanti la pianura. Dopo i cantieri della metropolitana M4, la cui stazione San Babila ha aperto nel 2023, la piazza è oggi quasi interamente pedonale.

Ago, Filo e Nodo a Cadorna

In piazzale Cadorna svetta Ago, Filo e Nodo: non una fontana in senso stretto, ma una grande scultura realizzata nel 2000 dagli artisti Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, nell'ambito del riassetto della piazza firmato da Gae Aulenti. Alta diciotto metri, è divisa in due parti — l'ago con il filo e il nodo — che si congiungono idealmente nel sottosuolo. Omaggia Milano capitale della moda, mentre i colori del filo richiamano le linee della metropolitana.

La fontana dei Tritoni

In via Andegari, tra via Brera e via Manzoni, accanto alla sede storica della Cassa di Risparmio, si nasconde un piccolo tesoro: la fontana dei Tritoni, un tempietto dalle linee classiche con statue allegoriche che rappresentano la Beneficenza e il Risparmio. I milanesi l'hanno ribattezzata, con ironia, la dòna di trè tètt.

Domande frequenti

Perché le fontanelle di Milano si chiamano vedovelle?

Per il loro rivolo d'acqua continuo, che ricorda il pianto incessante di una vedova. Il soprannome "draghi verdi" deriva invece dal bocchettone a forma di drago e dal colore della ghisa.

Quante vedovelle ci sono a Milano?

Diverse centinaia: oltre 500 quelle attualmente in funzione, distribuite tra parchi e vie di tutta la città.

Ago, Filo e Nodo è una fontana?

In realtà è una scultura di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen (2000), inserita nel riassetto di piazzale Cadorna progettato da Gae Aulenti, tra le vasche d'acqua della piazza.

Dov'è la fontana "torta nuziale"?

In piazza Castello, davanti al Castello Sforzesco: la turta di spus deve il soprannome alla forma a torta nuziale.

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