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Monumento a Sandro Pertini a Milano: storia, Aldo Rossi e polemiche

  • Redazione MilanoFree.it
Monumento a Sandro Pertini di Aldo Rossi in piazza Croce Rossa a Milano
Il Monumento a Sandro Pertini di Aldo Rossi, tra via Manzoni e via Monte Napoleone.

Nel cuore del Quadrilatero della Moda, a pochi passi da via Monte Napoleone, c'è un monumento che da oltre trent'anni divide i milanesi. È il Monumento a Sandro Pertini, progettato da Aldo Rossi: non una statua tradizionale, ma una piccola architettura urbana in marmo di Candoglia, con scala, podio e fontana.

L'opera fu completata nel 1990, nell'ambito della sistemazione degli spazi di superficie legata alla nuova linea M3 della metropolitana. Da allora è diventata uno dei più riconoscibili — e discussi — interventi di architettura contemporanea nel centro di Milano.

Dove si trova il Monumento a Pertini

Il monumento si trova in piazza Croce Rossa, nell'area pedonale all'incrocio tra via Manzoni, via Monte Napoleone e via Croce Rossa, nel pieno centro di Milano.

È una posizione particolarmente significativa: da una parte il Quadrilatero della Moda e le sue boutique, dall'altra l'asse di via Manzoni verso piazza della Scala. La fermata della metropolitana più vicina è Montenapoleone, linea M3.

Il progetto di Aldo Rossi

L'opera è di Aldo Rossi (1931-1997), uno dei più importanti architetti italiani del Novecento e primo italiano a ricevere il Premio Pritzker, nel 1990. Alla realizzazione del progetto collaborarono anche Morris Adjmi e Francesco Saverio Fera.

Le fonti dedicate all'opera collocano le diverse fasi di progetto e realizzazione tra la seconda metà degli anni Ottanta e il 1990. L'idea di Rossi era quella di creare una sorta di piccola piazza lombarda: uno spazio urbano raccolto, con alberi, panchine, lampioni e il monumento come fondale.

Il progetto riprende inoltre una ricerca molto precedente dell'architetto. Rossi stesso indicò come riferimento il progetto non realizzato per il Monumento alla Resistenza di Cuneo, elaborato nel 1962 con Luca Meda e Gianugo Polesello.

Com'è fatto il monumento

Quello dedicato a Pertini non è un monumento figurativo: non raffigura il Presidente e non presenta una statua. È invece una vera e propria architettura-scultura.

Il volume principale è un cubo di circa otto metri di lato, aperto e attraversato da una larga scalinata che conduce a un podio sopraelevato. La struttura è in calcestruzzo armato rivestito con marmo di Candoglia, la stessa pietra grigio-rosata utilizzata per il Duomo di Milano.

Sulla parete di fondo si apre un condotto triangolare in lega di rame dal quale l'acqua scende verso una vasca: la fontana non è quindi un elemento aggiunto, ma una parte essenziale della composizione pensata da Rossi.

Il monumento è concepito per essere contemporaneamente guardato e utilizzato: la scala invita a salire e trasforma l'opera in un piccolo spazio pubblico abitabile, più vicino a una piazza sopraelevata che a un monumento commemorativo tradizionale.

Perché è dedicato a Sandro Pertini

Sandro Pertini nacque a Stella, in provincia di Savona, il 25 settembre 1896 e morì a Roma il 24 febbraio 1990. Antifascista e partigiano, fu deputato alla Costituente, presidente della Camera e quindi settimo Presidente della Repubblica italiana.

Fu eletto l'8 luglio 1978, prestò giuramento il giorno successivo e rimase al Quirinale fino alle dimissioni del 29 giugno 1985. Il suo rapporto diretto con i cittadini, l'attenzione ai giovani e il forte richiamo ai valori della Costituzione e della Resistenza contribuirono a renderlo uno dei Presidenti più popolari della storia repubblicana.

Il monumento milanese fu ultimato nel 1990, pochi mesi dopo la sua morte, diventando così anche un luogo della memoria civile nel centro della città.

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Il legame con la metropolitana M3

La sistemazione di piazza Croce Rossa nacque nel quadro degli interventi di superficie collegati alla costruzione della linea M3. Metropolitana Milanese affidò ad Aldo Rossi la progettazione dell'area della stazione Montenapoleone.

La prima tratta della linea gialla, tra Centrale FS e Duomo, entrò in servizio il 3 maggio 1990, poche settimane prima dei Mondiali di calcio. Il monumento venne completato in concomitanza con l'apertura della nuova linea e fu donato alla città da Metropolitana Milanese.

Le polemiche e l'ipotesi di rimozione

L'opera suscitò discussioni praticamente fin dalla sua comparsa. Il contrasto tra il grande volume geometrico di Aldo Rossi e l'eleganza ottocentesca delle vie circostanti fu giudicato da alcuni troppo duro; altri, al contrario, considerarono proprio quella presenza forte e anomala una delle qualità del progetto.

Lo stesso Rossi annotò nel 1990 che il monumento stava provocando reazioni negative, ma si disse convinto che con il tempo sarebbe diventato parte della città.

La discussione tornò particolarmente accesa nel 2010, quando venne avanzata l'ipotesi di rimuovere o spostare l'opera per ridisegnare lo spazio di via Croce Rossa. La proposta provocò una forte reazione nel mondo dell'architettura: numerosi professionisti e studiosi sottoscrissero una petizione per conservarla nella sua collocazione originaria.

Il monumento rimase al suo posto e oggi è riconosciuto anche dal progetto Milano Arte Pubblica tra le opere permanenti presenti nello spazio urbano cittadino.

Il restauro del 2012-2013

Dopo alcuni anni di degrado e con la fontana fuori servizio, il Comune di Milano avviò un restauro conservativo. L'intervento interessò il consolidamento delle superfici, le sigillature, la pulizia del marmo, la protezione degli elementi metallici e il rinnovamento dell'impianto idraulico.

Il 18 febbraio 2013 il restauro venne concluso e l'acqua tornò a scorrere nella fontana dopo circa cinque anni di inattività.

Come vederlo oggi

Il Monumento a Sandro Pertini è ancora nella sua collocazione originaria e fa parte del patrimonio di arte pubblica contemporanea di Milano.

  • Dove: piazza Croce Rossa / via Croce Rossa, Milano
  • Metro: M3 Montenapoleone
  • Ingresso: libero, trattandosi di uno spazio pubblico all'aperto
  • Cosa osservare: la scalinata, il podio, il rivestimento in marmo di Candoglia, il condotto triangolare della fontana e il rapporto prospettico con via Monte Napoleone

Vale la pena guardarlo da più punti di vista. Frontalmente appare come un volume geometrico molto compatto; salendo i gradini cambia completamente funzione e diventa un piccolo belvedere urbano. È proprio questa ambiguità tra monumento, fontana, architettura e piazza a rendere l'opera di Rossi così particolare.

Domande frequenti

Chi ha progettato il Monumento a Sandro Pertini di Milano?

Il progetto è di Aldo Rossi, con la collaborazione di Morris Adjmi e Francesco Saverio Fera. Fu sviluppato alla fine degli anni Ottanta e completato nel 1990.

Dove si trova il monumento?

In piazza Croce Rossa, nell'area pedonale tra via Manzoni e via Monte Napoleone. La fermata più vicina è M3 Montenapoleone.

Perché sembra un cubo e non una statua?

Perché Aldo Rossi concepì il monumento come una piccola architettura urbana: un cubo aperto con scala, podio e fontana, pensato anche per essere percorso e utilizzato dalle persone.

È fatto con lo stesso marmo del Duomo?

Sì. Il rivestimento utilizza marmo di Candoglia, la pietra grigio-rosata storicamente impiegata per il Duomo di Milano.

Il monumento rischiò davvero di essere rimosso?

Sì. Nel 2010 si discusse della possibilità di spostarlo o rimuoverlo nell'ambito di una nuova sistemazione dell'area. La proposta suscitò una forte opposizione nel mondo dell'architettura e l'opera venne mantenuta nella sua posizione.

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