Erba di San Giovanni: usi e proprietà antidepressive
Alcuni studi e revisioni hanno valutato l’erba di San Giovanni, conosciuta anche come iperico (Hypericum perforatum), come rimedio erboristico tra i più studiati per il tono dell’umore, soprattutto in presenza di sintomi lievi o moderati legati a stress e tensione. 
Nell’iperico sono presenti sostanze che possono influenzare alcuni meccanismi coinvolti nell’umore. Una tisana a base di iperico può essere una scelta “comfort” per alcune persone, ma non è una soluzione immediata né garantisce che ansia, insonnia e nervosismo “spariscano”. Se i sintomi sono intensi o persistenti, è importante rivolgersi a un professionista.
In ambito tradizionale l’iperico è stato usato anche per il benessere digestivo. Tuttavia, per indicazioni specifiche (crampi, mucosa gastrica, infezioni respiratorie come sinusiti o bronchiti) è meglio essere prudenti: le prove non sono univoche e non va considerato un sostituto di cure mediche, soprattutto quando si sospettano infezioni.
Persino in testi antichi viene citato l’uso dell’iperico in contesti molto diversi. Oggi, più che parlare di “segreti”, ha senso capire cosa sappiamo davvero di questa pianta e come usarla con buon senso.
Il “segreto” dell’Erba di San Giovanni
L’erba di San Giovanni non è una pianta “miracolosa”, ma contiene diversi composti biologicamente attivi. Tra i più studiati ci sono ipericina e iperforina, oltre a flavonoidi e altri costituenti che contribuiscono al profilo della pianta. Per questo è presente in molti preparati erboristici, con effetti che possono variare molto da persona a persona e anche in base al prodotto utilizzato.
Un punto cruciale riguarda la sicurezza: l’iperico è noto per poter ridurre l’efficacia o modificare l’effetto di diversi medicinali (ad esempio alcuni contraccettivi ormonali), e può aumentare il rischio di effetti indesiderati se associato ad altri prodotti per l’umore. Può inoltre causare fotosensibilità in alcune persone.
Per la pelle esistono preparazioni a base di iperico (oli/unguenti) usate tradizionalmente: anche qui, meglio fare attenzione a sensibilità cutanea e sole, e scegliere prodotti affidabili o chiedere consiglio al farmacista.
Sul piano delle evidenze, le conclusioni non sono sempre uniformi: una parte della letteratura (incluse revisioni sistematiche) suggerisce che alcuni estratti di iperico possano essere superiori al placebo e, in certi studi, simili ad antidepressivi standard nei quadri lievi-moderati; i risultati però dipendono molto dal tipo di estratto, dalla qualità degli studi e dalla popolazione considerata. Inoltre, può dare effetti collaterali e interazioni paragonabili (per rilevanza clinica) a quelli di alcuni farmaci, motivo per cui è bene non “autogestirlo” se si assumono medicinali.
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