Palazzo Sormani a Milano

palazzo sormani milanoCitare Palazzo Sormani è dire Biblioteca Comunale Centrale di Milano, sita in corso di Porta Vittoria, 6 e “pellegrinaggio” di studenti, almeno negli anni settanta, e che anch'io frequentavo spesso. Tuttavia, mettendo un attimo da parte l’aspetto biblioteca, qual è la storia di questo palazzo milanese?

La curiosità mi spinge a fare ricerca, e di questa vi voglio rendere edotti. La costruzione dell’edificio risale al XVI secolo, anche se di dimensioni più ridotte, voluto dal proprietario Giambattista Castaldo, Marchese di Cassano e Conte di Piadena, di professione condottiero, partecipò, infatti, al Sacco di Roma del 1527 e alla Battaglia di Pavia del 1525.

Alla metà del Cinquecento il palazzo passa in dote alla potente famiglia dei Medici di Marignano, da cui proveniva Papa Pio IV, sino a che fu acquistato dal cardinale milanese Cesare Monti, il quale affidò incarico all'architetto Francesco Maria Richini, Capomastro del Duomo di Milano, di mettere mano al fabbricato per apportare delle migliorie e che ospiterà, in seguito, tutta la ricca collezione d’arte del Monti.

Alla morte del cardinale, il Palazzo andò al nipote Cesare, il quale lo ampliò ulteriormente, dotandolo di una grande facciata su Porta Tosa, che era una delle Porte minori poste sul tracciato medievale delle mura di Milano. All'architetto Francesco Croce, di stile Barocco, furono affidati i lavori per un ampliamento della nuova facciata su Largo Augusto. La facciata che da sul giardino è invece opera del piemontese Benedetto Alfieri, decorata con stucchi e statue dello scultore Vincenzo Buzzi. Negli ultimi decenni del ‘700 il palazzo fu acquistato dagli Andreani, imparentato per moglie, alla famiglia dei Sormani, da cui prese poi il nome oggi conosciuto. I nuovi proprietari abbellirono l’interno del palazzo con stucchi preziosi dell’architetto decoratore Agostino Gerli, introducendo a Milano lo stile Neoclassico francese. Nel 1831 il palazzo cambiò ancora di proprietà, passando ai Verri, originari della bassa Brianza, arricchendo il palazzo di tele pittoriche eccezionali, raffiguranti una grandissima quantità di specie animali, anche all'epoca ancora sconosciuti. Il pittore italiano Giuseppe Nuvolone, nella sala detta “Sala dei Putti”, in occasione del passaggio a Milano di Maria Anna d’Austria, eseguì un grande dipinto a tema fantasioso. Il parco invece è opera di Leopoldo Pollack, architetto italiano di origini viennesi, subendo, nel tempo, alcune modifiche. Nel 1930 il Comune di Milano acquistò l’intero stabile per collocarvi opere del museo cittadino, che però dovettero essere trasferite, causa bombardamenti, a Palazzo Morando, altra costruzione storica di Milano. Purtroppo i bombardamenti danneggiarono anche Palazzo Sormani, con la perdita di decorazioni e sale interne. All'architetto Arrigo Arrighetti, nel 1956, fu affidata la ricostruzione che purtroppo non rispecchiava la magnificenza passata. L’edificio, da allora, fu adibito a biblioteca civica, e così è tuttora. È interessante dare uno sguardo anche alla biblioteca. Il suo patrimonio in libri si aggira sui 700.000 titoli, con nuovi continui arrivi durante l’anno. Conserva oltre 18.000 libri antichi, con edizione del Seicento e del Settecento, rarissime edizioni delle opere di Leopardi, una preziosa raccolta di Cinquecentine, più di tremila volumi provenienti dalla biblioteca privata del poeta Eugenio Montale, e un’interessante sezione di manoscritti, testimonianze di personaggi del mondo della cultura milanese.

L’accesso alla Biblioteca è libero e gratuito, e accessibile ai disabili. L’orario di apertura: dal lunedì al sabato dalle 9,00 alle 19,30. Per info: numero verde 800.880066 – c.bibliocentrale@comune.milano.it

Raggiungibile con M1 fermata San Babila e M3 fermata Missori. Con mezzi di superficie, tram 12,23,27 – bus 54,60,73,84,94.

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