Santa Maria Rossa in Crescenzago

santa maria rossa crescenzago chiesaUn’abbazia medievale nel cuore del Nordest di Milano: Santa Maria Rossa in Crescenzago

Santa Maria Rossa in Crescenzago risulta essere un’oasi romanica nel bel mezzo di un quartiere periferico, composto di palazzoni moderni, in fondo a Via Padova, nei pressi di Piazza Costantino.

Prima di parlare della chiesa è bene fare un passo indietro, alla scoperta della Congregazione religiosa che la fece erigere. La prima prepositura fu fondata nel 1140 circa e la costruzione, con l’adiacente canonica, fu quella che è giunta ai giorni nostri nelle sue semplici forme romaniche lombarde.

La comunità era costituita da canonici agostiniani, che conducevano una vita sacerdotale (non monastica), alle dirette santa maria rossa crescenzagodipendenze del vescovo di Milano e non di un abate. Sotto l’arcivescovo Oberto da Pirovano (1146 – 66), i canonici, grazie alla sua protezione, poterono estendere i loro domini, acquisendo anche la pieve di Cunico di Rosate e fondando nuove prepositure, come S. Giorgio a Bernate Ticino. La prima regola monastica fu emanata nel luglio 1197, mentre, a metà del secolo successivo, i canonici di Crescenzago vennero riuniti, insieme alle altre analoghe comunità agostiniane, nell’Ordine dei Canonici Lateranensi, per ordine di papa Alessandro IV. Da questo momento, per la chiesa, iniziò un periodo di rimaneggiamenti ma anche, per la comunità, un lungo periodo di declino che condusse, a metà Quattrocento, alla trasformazione della canonica in semplice “commenda”. L’epilogo fu nel 1772, quando Maria Teresa d’Austria e l’arcivescovo Pozzobonelli decisero per la soppressione della commenda e la sua trasformazione in parrocchia, quale è ancora oggi.

santa maria rossa crescenzago2Affacciata su una suggestiva piazzetta che dà tanto l’aria di paese, la chiesa presenta una facciata a capanna solo apparentemente di stile romanico puro, dato che risale ai restauri che, nel 1922, eliminarono le sovrastrutture barocche sostituirono il rosone e i due oculi laterali con monofore, ma in cotto, secondo i dettami dell’architettura medievale padana, e scandita da paraste angolari culminanti in pinnacoli anch’essi in cotto. Vi sono collocati tre portali, quello centrale in pietra e i laterali in cotto, con lunette a mosaico. Notevole è la teoria di archetti pensili che decora il sottotetto e che continua per tutta la navata centrale fino all’abside. Questa è la parte più antica dell’edificio e risale ancora al periodo della fondazione, nel X secolo: più che di un’abside, si tratta di tre absidi, concludenti ciascuna una navata, nelle quali continua la serie di archetti pensili vista in facciata. Sulla maggiore gli archetti sono molto più recenti rispetto a quelli più ampi e semplici che decorano le due laterali. Affianca la parte absidale il campanile, romanico fino alla volta della chiesa ma condotto alle forme attuali a fine Cinquecento.

Semplice e solenne nello stesso tempo, l’interno della chiesa si presenta a tre navate secondo gli schemi del romanicosanta maria rossa crescenzago3 lombardo. Il cotto mette in risalto le superfici e ne accentua il colore rossastro che a Milano ebbe tanta fortuna nel Medioevo. La chiesa è anche ricca di opere d’arte, come l’affresco trecentesco nel catino dell’abside, raffigurante il Cristo benedicente, ancora di ricordo bizantino nella mandorla che avvolge Gesù, la fascia scultorea decorativa a motivi floreali riemersa nel presbiterio dopo i restauri del ’22 e, soprattutto, il contiguo ciclo affrescato della Vergine, raffigurante Annunciazione, Morte, Funerali e Assunzione di Maria, ispirato ai vangeli apocrifi e, forse, risalente all’epoca della fondazione della chiesa, visti gli influssi romano – bizantini.

santa maria rossa crescenzago4Una curiosità, in conclusione: nella canonica, nel 1322, morì il signore di Milano, Matteo Visconti. Dopo la scomunica che aveva precedentemente subito, fu qui segretamente sepolto.

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