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Il Grande Toscano di Mitoraj a Brera: la scultura di Piazza del Carmine

  • Tiziana Leopizzi
La scultura in bronzo Grande Toscano di Igor Mitoraj in Piazza del Carmine a Milano
"Il Grande Toscano" di Igor Mitoraj, in Piazza del Carmine a Brera.

Camminando per Milano capita spesso di non accorgersi di quanti busti di bronzo, basamenti di pietra e sculture siano disseminati per piazze e angoli della città. Molti sono collocati in spazi defilati, e forse è anche per questo che restano sconosciuti — un destino che tocca spesso all'arte contemporanea, non sempre capita o apprezzata da tutti.

Tra gli esempi più noti ci sono L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in Piazza Affari (il celebre "Dito") e, in Piazza Meda, il Grande Disco di Arnaldo Pomodoro. A questi si aggiunge un'opera meno appariscente ma di grande fascino, nel cuore di Brera: il Grande Toscano di Igor Mitoraj.

Dove si trova

L'opera si trova nel quartiere Brera: superati corso Garibaldi e via Mercato, si giunge alla raccolta piazzetta della chiesa di Santa Maria del Carmine. Proprio nel mezzo della piazza ci si trova davanti a una scultura di grandi dimensioni che non passa inosservata: il torso bronzeo di un giovane, dalle forme che sembrano appartenere agli antichi efebi greci o alla rappresentazione di un giovane dio.

Chi era Igor Mitoraj

Igor Mitoraj (Oederan, 1944 - Parigi, 2014) è stato uno dei più celebri scultori contemporanei legati alla rilettura del mondo classico. Di origini polacche, crebbe nei pressi di Cracovia, dove all'Accademia di Belle Arti fu allievo del grande Tadeusz Kantor; nel 1968 lasciò la Polonia comunista per Parigi, dove proseguì gli studi all'École des Beaux-Arts.

La svolta arrivò con l'Italia: nel 1979 scoprì Pietrasanta, in Versilia, terra di cave di marmo e di fonderie d'eccellenza vicine a Carrara, sulle orme di Michelangelo. Vi aprì un grande atelier, eleggendola a sua residenza principale: divenne cittadino onorario di Pietrasanta e, per sua stessa volontà, vi è sepolto. È questo profondo legame con la Toscana a risuonare nel titolo dell'opera milanese.

La sua poetica è quella del frammento: figure di straordinaria bellezza classica, volutamente mutilate e incomplete, come reperti archeologici riemersi dal tempo. Un modo per raccontare, attraverso la perfezione spezzata dell'antico, la fragilità dell'uomo contemporaneo.

Il Grande Toscano: l'opera

La scultura, intitolata Grande Toscano e nota anche come "Petto a metà", è un dono dell'artista alla città di Milano ed è collocata in Piazza del Carmine dal 1986. È come trovarsi davanti a un "non finito" non michelangiolesco ma contemporaneo: del volto è rappresentata solo la bocca, senza sguardo; il petto è reso per tre quarti, sezionato secondo due ortogonali nette.

Al posto del cuore, all'interno di una cavità di forma quadrata, compare una testa posizionata di tre quarti, dallo sguardo severo; più in basso, sul costato, si staglia un busto di donna — anch'esso secondo i canoni classici — che, privo di testa e braccia, sembra fluttuare liberamente.

Sono immagini di straordinaria bellezza e perfezione, eppure frammentate: pieni e vuoti che stimolano l'immaginazione a completare, idealmente, le parti mancanti.

Le altre opere di Mitoraj

Il Grande Toscano non è l'unica traccia di Mitoraj a Milano: all'artista si deve anche la Fontana del Centauro (1991) e l'Omaggio a Victor de Sabata per il Teatro alla Scala. Le sue sculture monumentali sono però sparse in tutto il mondo: le porte di bronzo della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma (2006), il Tindaro e altre opere colossali a La Défense di Parigi, lavori al British Museum di Londra, ad Atlanta e Tokyo.

Memorabili le sue grandi esposizioni nei siti archeologici, dove il dialogo tra antico e contemporaneo raggiunge il suo culmine: la Valle dei Templi di Agrigento (2011, dove l'Icaro caduto giace ancora ai piedi del Tempio della Concordia) e soprattutto gli Scavi di Pompei (2016), realizzazione di un sogno coltivato per anni dall'artista. Dal 6 giugno 2026, infine, Pietrasanta gli ha dedicato il Museo Igor Mitoraj, ospitato nell'ex mercato comunale.

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