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Sacro Chiodo e rito della Nivola al Duomo di Milano: storia e date 2026

  • Redazione MilanoFree.it
La Nivola del Duomo di Milano, la struttura a forma di nuvola che porta l'Arcivescovo fino al Sacro Chiodo
La Nivola, l'ascensore a forma di nuvola che ogni settembre porta l'Arcivescovo fino al Sacro Chiodo, a 42 metri d'altezza.

Molti entrano nel Duomo di Milano senza sapere che lassù, nascosta nella penombra della volta absidale a 42 metri d'altezza, custodita da un piccolo tabernacolo segnalato da una luce rossa, c'è una delle reliquie più venerate della cristianità: il Sacro Chiodo, uno dei chiodi della Crocifissione. E ogni settembre, da quasi cinque secoli, uno spettacolare rito porta quella reliquia fino all'altare maggiore, percorrendo quei 42 metri a bordo di una nuvola.

Il Sacro Chiodo: storia di una reliquia nascosta

La presenza del Sacro Chiodo nel Duomo è documentata dal 20 marzo 1461, quando la reliquia fu solennemente traslata dall'antica basilica di Santa Tecla — che sorgeva nell'area dell'attuale piazza del Duomo, in fase di demolizione — alla nuova cattedrale in costruzione. Fu posta in alto, sulla sommità della volta absidale, per un motivo pratico e insieme simbolico: evitare i furti. Una collocazione che con il tempo finì per farla dimenticare: quando San Carlo Borromeo arrivò a Milano come arcivescovo nel 1560, non sapeva neppure della sua esistenza. Ci volle la confidenza di un anziano canonico per svelargli il "segreto" della cattedrale.

La tradizione vuole che il Sacro Chiodo sia uno di quelli ritrovati da Elena, madre dell'imperatore Costantino, durante il pellegrinaggio in Terra Santa nel IV secolo. Ambrogio stesso ne confermò l'autenticità. Nel Duomo la sua presenza è segnalata — per chi sa dove guardare — da una piccola luce rossa che brilla in alto, nella penombra sopra il presbiterio.

San Carlo Borromeo e la peste del 1576

Fu San Carlo a fare del Sacro Chiodo una devozione viva per i milanesi. Il 6 ottobre 1576, nel pieno dell'epidemia di peste che devastava la città, l'arcivescovo uscì dal Duomo in processione verso il santuario di San Celso: a piedi nudi, con una corda al collo e il capo coperto di cenere, come umile penitente, reggendo la croce con il Santo Chiodo. Gli uomini e le donne che lo vedevano passare si gettavano in ginocchio con le lacrime agli occhi. Dalla tradizione, da quel giorno il morbo cominciò ad attenuarsi. San Carlo stabilì che quel rito si sarebbe ripetuto ogni anno, e da allora non si è quasi mai interrotto: una continuità di quasi cinque secoli.

La Nivola: cos'è e come funziona

Il problema era uno solo: come raggiungere una reliquia posta a 42 metri d'altezza? La soluzione fu geniale: uno speciale ascensore a forma di nuvola, chiamato in dialetto milanese Nivola (dal latino nebula). Nella sua forma attuale risale al 1624: una struttura di circa 3×3 metri, realizzata in legno, metallo e tela, decorata con angeli, drappeggi e tele dipinte dal pittore Paolo Camillo Landriani. Anticamente veniva sollevata a mano tramite funi e argani — con qualche rischio, come nel Settecento, quando le funi si imbrigliarono e la struttura si inclinò pericolosamente mettendo in pericolo il canonico a bordo. Oggi è motorizzata, ma il principio è rimasto lo stesso.

Per tradizione, il meccanismo originale della Nivola viene attribuito a Leonardo da Vinci, che collaborò al cantiere del Duomo sul finire del XV secolo. Gli storici però ritengono più probabile che l'ideazione spetti agli architetti di fiducia di San Carlo Borromeo. L'attribuzione a Leonardo resta affascinante ma incerta. Quel che è certo è lo spettacolo: l'Arcivescovo che sale lentamente nella nuvola verso la volta del Duomo, mentre la cattedrale è piena di fedeli con il capo alzato, impiega circa 6 minuti per compiere la salita.

Il Triduo del Sacro Chiodo

Il rito si svolge ogni anno nel Triduo del Sacro Chiodo: il sabato, la domenica e il lunedì più vicini al 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Il programma è sempre lo stesso. Il sabato alle ore 15:00 l'Arcivescovo presiede i Vespri solenni: all'inizio della celebrazione sale sulla Nivola e raggiunge il tabernacolo, preleva la teca con il Santo Chiodo e la porta sull'altare maggiore, dove la reliquia è esposta alla venerazione dei fedeli. La domenica si celebra il Pontificale e nel pomeriggio si svolge la processione del Santo Chiodo per le navate della cattedrale. Il lunedì, trascorse le quaranta ore di esposizione, l'Arcivescovo sale nuovamente sulla Nivola per riportare il Chiodo nel suo tabernacolo d'altura, dove resterà fino all'anno seguente.

Le date del 2026

Nel 2026 la festa dell'Esaltazione della Santa Croce cade il 14 settembre (lunedì). Il Triduo si svolgerà quindi:

  • Sabato 12 settembre 2026 — ore 15:00: Vespri solenni e rito della Nivola (discesa del Sacro Chiodo)
  • Domenica 13 settembre 2026 — Pontificale e processione del Santo Chiodo nelle navate
  • Lunedì 14 settembre 2026 — ore 17:30 circa: Eucaristia capitolare e riposizione del Sacro Chiodo con la Nivola

L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. Il rito del sabato è trasmesso in diretta sul sito chiesadimilano.it e su alcune emittenti locali. Verifica le date definitive e gli orari ufficiali sul sito della Diocesi di Milano a settembre.

La Corona Ferrea di Monza

Il Sacro Chiodo del Duomo non è l'unica reliquia legata ai chiodi della Crocifissione in Lombardia. A Monza, nel Duomo, è conservata la Corona Ferrea, con cui venivano incoronati i re d'Italia: la sua fascia metallica interna sarebbe ricavata, secondo la tradizione, da un altro dei chiodi della Croce. Una reliquia che ha incoronato Carlo Magno, Federico Barbarossa e Napoleone Bonaparte — e che oggi si può ammirare nel Tesoro del Duomo di Monza.

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