Liberty a Milano tra Porta Vittoria e Porta Romana: itinerario tra case e palazzi
Il Liberty tra Porta Vittoria, Porta Romana e Porta Vigentina
Anche il quartiere che costeggia l’asse della Circonvallazione Interna, da Porta Vittoria a Porta Romana, fino a Corso di Porta Vigentina, conserva interessanti esempi di architettura Liberty a Milano.
In origine la zona di Porta Romana aveva soprattutto una vocazione commerciale, favorita dalla vicinanza agli assi della circonvallazione e allo scalo ferroviario che sorgeva nell’area dell’attuale Piazzale Lodi. Col tempo, però, il quartiere è diventato anche luogo di residenza per artisti e professionisti, sviluppando una tipologia abitativa d’epoca meno monumentale rispetto ad altre zone della città, ma comunque molto elegante e ricca di fascino.
Oggi l’area è apprezzata per i suoi atelier, per gli spazi culturali e per la vivace vita serale nei dintorni di Corso Lodi e Piazza Medaglie d’Oro. Ma basta alzare lo sguardo per ritrovare una Milano di inizio Novecento fatta di ferri battuti, decorazioni floreali, mascheroni e facciate ancora sorprendenti.
Via Spartaco e Viale Monte Nero
Il percorso può iniziare da Via Spartaco, all’angolo con Viale Monte Nero, dove si trova un complesso di edifici progettati dall’architetto Arturo Lonati.
Il più antico è quello al civico 7, del 1906, nel quale il cotto e le decorazioni floreali alle finestre si alternano in un raffinato gioco cromatico.
La tipologia intermedia, del 1909, è forse la più interessante, anche se purtroppo oggi appare parzialmente alterata dalle sopraelevazioni successive. La struttura è piuttosto classica, con lesene sobrie che culminano in decori floreali entro cui compaiono stemmi araldici con i nomi di alcune Arti sul lato di Via Spartaco e di alcune Virtù sul lato di Viale Monte Nero.
Sopra il cornicione spiccano mascheroni femminili immersi in festoni floreali. Proprio questo programma decorativo, raro a Milano, rende l’edificio particolarmente interessante e lo avvicina, per impostazione e gusto didascalico, alla Secessione viennese di Otto Wagner.
L’ultimo edificio del complesso è quello al civico 4, del 1912: più semplice nell’impostazione, ma impreziosito da bei balconi sostenuti da colonnine.
Via Pace e la zona della Crocetta
Da qui si può proseguire verso Via Pace, dove, di fronte all’angolo con Via Fanti, al civico 17, si incontra un interessante palazzo neomedievale, ispirato per certi versi alle invenzioni di Giulio Ulisse Arata in edifici come Casa Felisari o Palazzo Berri Meregalli.
L’edificio, realizzato nel 1914 dall’ingegner Norsa, colpisce per il forte cromatismo ottenuto alternando inserti in pietra al cotto dominante, oltre che per i bow-window poligonali e i balconi con balaustre a greca.
Il percorso può poi spostarsi verso la Crocetta, lungo Corso di Porta Vigentina, fino all’angolo con Via Giulio Romano, dove inizia uno dei tratti più interessanti del quartiere di Porta Romana dal punto di vista Liberty.
Via Giulio Romano e Via Crema
Al civico 3 di Via Giulio Romano si trova la Casa Comolli, del 1910, piccolo tesoro Liberty riccamente decorato.
Qui cotto e cemento si alternano nella partitura della facciata, ma il maggiore effetto scenografico è dato dalle lesene e dagli aggetti dei balconcini dell’ultimo piano, che conferiscono grande intensità verticale all’insieme. La decorazione è ricca di ghirlande floreali, mentre il portale colpisce per i mascheroni di satiri e per l’antica targa con il numero civico.
Imboccando poi Via Crema, al civico 14 si incontra un altro edificio notevole. È una casa dalla decorazione molto ricca, caratterizzata da solenni lesene in cotto su base cementizia e da un apparato ornamentale davvero interessante.
Tra i dettagli più curiosi si notano rapaci che incorniciano le finestre del primo piano e sembrano sorreggere i balconi del secondo, due grandi foglie che angolano il portone, una fascia in maiolica al primo piano e belle balconate in ferro battuto.
Via Burlamacchi, Corso Lodi e dintorni
Sbucando in Piazza Medaglie d’Oro, il percorso prosegue su Corso Lodi e poi verso Via Burlamacchi, dove al civico 1/3 si trova una casa progettata dall’architetto Luigi Marinoni nel 1906.
La facciata è tripartita, con una combinazione armoniosa di cotto, cemento e ferri battuti. La decorazione floreale è semplice ma originale, e si concentra soprattutto all’ultimo piano, nella balconata simile a una loggia, coronata da elementi in ferro che ricordano soluzioni visibili anche in altre zone Liberty della città.
A breve distanza, in Via Lazzaro Papi, si incontra Casa Agosteo, del 1903, con una facciata dominata da grandi finestre ornate da mascheroni mostruosi e da solenni balconate con decorazioni floreali in cemento.
Oltre Piazza Buozzi, all’angolo tra Via Piacenza e Via Passeroni, si trova invece Casa Sartorio, del 1909, opera di Provasi. È particolarmente interessante per la sua forte verticalità e per l’abilità con cui il progettista sfrutta uno spazio angolare ridotto per creare una soluzione elegante, con bow-window all’ultimo piano e balconata floreale. Il richiamo agli edifici di Victor Horta a Bruxelles è evidente.
Le case Liberty di Via Mantova
Interessanti, infine, sono anche due edifici nella parallela Via Mantova.
Il primo, al civico 2, è opera di Achille Varesi del 1908. L’impianto richiama il tardo Rinascimento lombardo, con finestre dai timpani triangolari e una balconata centrale sorretta da colonnine binate. Molto vivaci sono le cariatidi, che nel movimento di torsione ricordano le figure femminili di Casa Campanini.
Più marcatamente Liberty sono invece i mascheroni femminili che incorniciano i negozi al piano terreno, quasi a osservare con sguardo ironico i passanti.
Di un anno successiva è la casa al civico 15, opera dell’ingegner Allerti e dell’impresa Farè. La facciata presenta una suggestiva bicromia bianca e rossa, con monumentali lesene e finestre ornate da ghiere floreali.
A dominare la scena sono però gli splendidi balconi in ferro battuto, poggiati sia su mensole in cemento sia su supporti metallici che si slanciano verso l’alto, raccordando il piano terreno ai basamenti delle lesene in una composizione molto elegante.
Consigli per la passeggiata
- Tempo: per goderti bene il percorso considera almeno 1 ora e 30 minuti.
- Quando andare: meglio al mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce valorizza le facciate.
- Cosa osservare: non solo i prospetti, ma anche ferri battuti, portali, mascheroni, maioliche e dettagli dei balconi.
- Zona: il percorso si presta bene anche a essere spezzato in più tappe tra Crocetta, Porta Romana e Medaglie d’Oro.
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