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Ossobuco alla milanese: ricetta originale in bianco, gremolada e consigli

  • Redazione MilanoFree.it
Ossobuco alla milanese servito con risotto allo zafferano e gremolada
Il classico abbinamento milanese: ossobuco con il suo risotto giallo.

L'ossobuco alla milanese — o meglio òss bus in dialetto milanese — è uno dei piatti simbolo della cucina meneghina, "di quelli che scaldano", soprattutto se servito col suo compagno naturale: il risotto alla milanese. È una fetta di stinco di vitello tagliata trasversalmente, con l'osso al centro e il midollo che in cottura diventa cremoso — una delle parti più golose del piatto. In questa guida trovi la ricetta originale in bianco, la variante con pomodoro, la gremolada, i trucchi per non sbagliare e qualche nota storica.

Che cos'è l'ossobuco e quale taglio scegliere

L'ossobuco si ricava dallo stinco di vitello tagliato a fette spesse 3-4 cm, con lo "osso bucato" e il midollo al centro. In macelleria chiedete "ossobuchi da brasato", possibilmente tutti di dimensione simile per cuocerli in modo uniforme. Lo spessore ideale è tra i 3 e i 4 cm: abbastanza spesso da restare succoso, ma non così tanto da richiedere tempi infiniti.

Nota importante: nella versione davvero milanese l'ossobuco si gusta con risotto alla milanese e gremolada. Patate, carote e piselli sono un contorno possibile (più "casalingo"), ma non sono la firma storica del piatto.

I segreti dell'ossobuco fatto bene

  • Incidi la membrana che circonda la fetta: 2-3 piccoli tagli sulla pellicina esterna evitano che in cottura si ritiri e la carne si arricci.
  • Infarinatura leggera: un velo di farina, non una panatura. Serve per una rosolatura uniforme e per dare corpo al fondo di cottura.
  • Rosolatura vera: non avere fretta. La crosticina è sapore — senza di quella l'ossobuco viene "lesso".
  • Soffritto dolce: se brucia, il sugo diventa amaro. Fuoco basso e pazienza.
  • Brodo sempre caldo: aggiungere liquidi freddi "blocca" la cottura e indurisce la carne.
  • Cottura lenta e dolce: l'ossobuco vuole tempo, non fiamma. Tegame coperto, fuoco basso, liquido aggiunto poco per volta.
  • Non bucare la carne: gira gli ossibuchi con una spatola larga, con delicatezza, per non far uscire i succhi e non rompere il midollo.

Ricetta dell'ossobuco alla milanese (in bianco)

Ingredienti per 4 persone

  • 4 ossibuchi di vitello (3-4 cm, con osso grande e midollo ben visibile)
  • Farina q.b. per infarinare
  • 50 g di burro + 2 cucchiai di olio extravergine (oppure solo burro chiarificato)
  • 1 cipolla piccola, 1 carota, 1 costa di sedano — trito fine
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • Brodo caldo (di carne o vegetale) q.b.
  • Sale e pepe

Procedimento passo passo

1. Prepara la carne. Asciuga gli ossibuchi con carta da cucina. Con un coltello fai 2-3 piccoli tagli lungo la pellicina esterna. Infarinali leggermente e scuoti l'eccesso.

2. Rosola gli ossibuchi. In un tegame largo e dal fondo spesso (ghisa o antiaderente di qualità), sciogli burro e olio a fuoco medio-alto. Metti gli ossibuchi e falli dorare bene da entrambi i lati, 3-4 minuti per lato. Togli e tieni da parte.

3. Soffritto gentile. Nello stesso fondo abbassa il fuoco, aggiungi cipolla, carota e sedano tritati fini e falli appassire 5-7 minuti, mescolando. Non devono bruciare.

4. Sfuma col vino. Rimetti gli ossibuchi nel tegame, versa il vino bianco e lascia evaporare l'alcol. Aggiusta di sale e pepe.

5. Cottura lenta. Aggiungi un mestolo di brodo caldo, copri con coperchio e lascia sobbollire a fuoco basso per circa 1 ora e 30 - 2 ore, a seconda dello spessore. Ogni tanto controlla: se asciuga troppo, aggiungi brodo. Gira gli ossibuchi 1-2 volte con delicatezza.

6. Verifica. La carne è pronta quando è tenera e quasi si stacca con la forchetta. Il fondo deve essere denso, lucido e profumato. È il momento della gremolada.

Ossobuco in umido: carne di vitello con osso e midollo, sugo ricco e cremoso
Il segreto è la cottura lenta: quando la carne cede, hai vinto.

La gremolada: il tocco finale

La gremolada (in milanese gremolà, letteralmente "ridotto in grani") è la firma fresca del piatto. Si prepara mentre l'ossobuco finisce di cuocere e si aggiunge all'ultimo — o direttamente nel piatto — così resta profumata e viva.

Ingredienti:

  • Un bel ciuffo di prezzemolo, tritato finissimo
  • 1 spicchio d'aglio (poco, ma buono)
  • Scorza di limone non trattato (solo la parte gialla)

Mescola tutto e distribuisci sugli ossibuchi appena prima di servire. Se la preferisci più "morbida" e integrata nel sugo, aggiungila negli ultimi 2-3 minuti di cottura.

Variante con pomodoro

C'è una diatriba che divide le famiglie milanesi da generazioni: con o senza pomodoro? La scuola più tradizionale lo vuole in bianco, ma tante versioni casalinghe prevedono una nota rossa. Se in casa vostra l'ossobuco "si sposa" con la salsa, fatelo in modo equilibrato: dopo aver sfumato col vino, aggiungete 1-2 cucchiai di concentrato (oppure 2-3 cucchiai di passata). Non deve diventare un sugo rosso: il pomodoro serve solo a dare rotondità e un fondo leggermente più ricco.

Con cosa servirlo e che vino scegliere

Il matrimonio più famoso è con il risotto alla milanese: il fondo dell'ossobuco nappa il riso allo zafferano in modo sublime. In alternativa funzionano benissimo la polenta morbida o un purè leggero. Se volete aggiungere verdure, restate semplici: piselli o carote a dadini, senza coprire il sugo.

Per il vino, restando in Lombardia, ci stanno benissimo rossi come la Bonarda dell'Oltrepò Pavese o un Nebbiolo (Chiavennasca) di Valtellina. Fuori regione: Barbera d'Asti o Dolcetto d'Alba sono compagni affidabili.

L'ossobuco nella storia

Che l'ossobuco sia una bandiera lombarda non si discute, anche se non è facile fissare una data precisa per la sua "prima volta" in tavola. Le tracce scritte più citate lo collocano tra Otto e Novecento, quando la cucina milanese inizia a codificarsi nei ricettari. In tempi più recenti, il Comune di Milano ha riconosciuto l'Ossobuco alla Milanese con la Denominazione Comunale (De.Co.) — delibera del 14 dicembre 2007 — a tutela del legame tra piatto e territorio.

Il midollo, oggi considerato una prelibatezza, un tempo era il compenso naturale di chi mangiava le parti meno nobili: la cucina milanese nasce proprio da questa capacità di trasformare tagli "umili" in piatti straordinari.

Domande frequenti

Posso usare il manzo invece del vitello?

Sì, ma cambiano tempi e risultato: il vitello è più delicato e cuoce prima. Col manzo metti in conto una cottura più lunga (2-3 ore) e controlla spesso il livello del liquido.

Il pomodoro è obbligatorio?

No. La versione più tradizionale è in bianco. Il pomodoro (concentrato o passata, in piccola quantità) è un'aggiunta di molte ricette casalinghe che dà rotondità al sugo, ma non è essenziale.

Come evito che gli ossibuchi si arriccino?

Fai piccoli tagli sulla pellicina esterna prima della rosolatura. Non usare una fiamma troppo alta nella cottura lenta.

Si può preparare in anticipo?

Sì, e il giorno dopo è spesso ancora più buono. Scalda a fuoco dolce aggiungendo un filo di brodo e prepara la gremolada fresca al momento di servire.

Che cos'è il midollo e si mangia?

Il midollo è il tessuto morbido e grasso all'interno dell'osso. In cottura diventa cremoso ed è considerato una delle parti più golose del piatto. Si mangia con un cucchiaino — senza vergogna: è parte integrante della ricetta milanese.

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