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Condizioni economiche e civili nella Milano del 1800

el molettaVolutamente con quest'articolo intendo sottolineare l'operosità e la capacità imprenditoriale milanese e lombarda che continua ancora ai nostri giorni nonostante le difficoltà e le polemiche, a volte inutili e gratuite che vedono coinvolti Milano e la Lombardia, che il momento attuale presenta.

Ho fatto riferimento al 1800 in quanto altro periodo storicamente tribolato, ma che non ha impedito l'imprenditoria milanese e non di operare per un futuro migliore. Sotto la direzione di Cesare Cantù fu pubblicato, in due volumi, "Milano e il suo territorio", dove venivano magnificamente illustrati la città in tutte le manifestazioni della sua vita. Così apprendiamo che il commercio e l'industria della seta contribuivano in gran parte alla prosperità della Lombardia.

In tutto il territorio pullulavano i filatoi e si adottavano i più moderni sistemi che la ditta Cramer già usava nel suo impianto modello. La produzione cresceva vistosamente, così come l'esportazione di stoffe, soprattutto a Vienna. Si decise di impiantare uno stabilimento di stagionatura delle sete onde agevolare il lavoro.

Nel 1814 a Milano vi erano attivi duemila telai che si raddoppiarono in una decina d'anni. Uscivano prodotti rinomati, ad esempio come dalla ditta Pescini che ha prodotto il baldacchino di sant'Ambrogio, o le fabbriche degli Osnago, dei Lamberti e Fortis che esportavano in tutta Italia, e non solo, le loro lavorazioni. Sorgevano nuovi stabilimenti sparsi per tutta la provincia, sorgevano inoltre stamperie e tintorie. Anche nel campo alimentare non mancavano imprenditori, basta pensare che il solo commercio di formaggi produceva una entrata di venti milioni all'anno. Tutto questo movimento diede origine alle prime società di assicurazione, comparse fra noi nel 1827.

Vi era un fermento continuo di iniziative; sorgeva una società per lo scavo di combustibili fossili, per le fognature mobili e la fabbrica di concimi, un'altra per l'illuminazione a gas della città di Milano. Altre imprese assunsero l'esercizio degli Omnibus, delle diligenze, dei velociferi; anche la navigazione a vapore sui laghi lombardi prendeva sviluppo. L'acqua, di cui è ricca la terra lombarda, offriva opportunità di lavoro, ecco allora nascere importanti segherie meccaniche e torni per la lavorazione del ferro. Industrie minori erano quelle per la produzione di candele steariche, di prodotti chimici e farmaceutici, di zucchero di barbabietole.

Anche nel campo dell'arte industriale la città seppe farsi onore; nel campo dei mobili, nella cesellatura, nella fabbricazione della porcellana. Anche la produzione scientifica e letteraria fioriva, vi erano, in Milano, ben quaranta tipografie e duecento torchi. Gli almanacchi e le strenne divennero ben presto una specialità tipografica milanese, soppiantando quelli stranieri. Le pubblicazioni periodiche ebbero nuovo impulso con rassegne e riviste e, grazie allo scrittore Davide Bertolotti, fu diffusa per la prima volta la rivista a fascicolo. L'attività intellettuale milanese era in piena espansione e, soprattutto, resa disponibile.

Aumentarono le rassegne, che avevano lo scopo di mantenere un contatto continuo con il pubblico, nascono riviste a tema sociale ed economico, di scienze, di agricoltura, di fisica, di chimica, di chirurgia, di giurisprudenza, del commercio e dell'industria, con gli Annali Universali di economia pubblica e statistica. Nel 1844 si tenne a Milano si tenne un importante congresso dove, tra i vari temi trattati, si pose anche la delicata questione dell'abuso dei giovani fanciulli impiegati nel lavoro, proponendo che si trovassero soluzioni ottimali. Anche nel campo del Sociale Milano non era latitante.

Non si dimentichi che allora nella Penisola vi erano fermenti di rivolta, e che sulla terra lombarda pesava ancor di più l'oppressione della potenza straniera, ma fu la Lombardia a dare il segnale della rivolta, terra di alta e solida coscienza civile, potenza economica, che era ed è il frutto di un impegno costante dei milanesi e dei lombardi e, ancora oggi presente. Da lombardo faccio fatica a comprendere alcuni personaggi che provano risentimento e accusano la terra e la gente lombarda.

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